GENOA-SIENA 4-2

GENOA (3-4-3): Scarpi, Esposito, Moretti, Criscito, Mesto, Milanetto, Modesto, Rossi, Palacio (dal 35′ st Floccari), Palladino (dal Papastathopoulos), Crespo (dal 18′ st Sculli). All. Gasperini
A disp. : Russo, Papastathopoulos, Bocchetti, Tomovic, Zapater, Sculli, Floccari
SIENA (4-3-2-1): Curci, Rosi, Ficagna, Brandao, Del Grosso, Vergassola, Codrea (dal 27′ st Paolucci), Ekdal (dal 13′ st Fini); Jajalo (dal 1′ st Reginaldo), Maccarone, Ghezzal. All. Baroni
A disp. : Pegolo, Terzi, Rossi, Fini, Jarolim, Reginaldo, Paolucci
ARBITRO: Baracani di Firenze (Rosi-Pugiotto/Velotto)
AMMONITI: 10′ st Ficagna (S), 12′ st Maccarone (S), 22′ st Scarpi (G), 29′ st Papastathopoulos (G), 36′ st Rossi (G), 39′ st Milanetto (G), 46′ st Vergassola (S), 47′ st (Rosi)
ESPULSI: nessuno
MARCATORI: 2′ pt Crespo (G), 18′ pt Crespo (G), 35′ pt Palladino (G), 35′ st Paolucci (S), 37′ st Maccarone (S), 45′ st Floccari (G)
ANGOLI: 5-8

I rimpianti sono tutti per quel primo tempo buttato via, tra gli errori commessi davanti e dietro, nel totale immobilismo, al cospetto di un Genoa sempre pronto a ferire, ma anche squadra dai grandi limiti difensivi. Perché nella ripresa i bianconeri di Baroni si sono trasformati, mettendo in campo quella grinta che serve per salvarsi. Con Paolucci e l’eccezionale Big Mac hanno riaperto la partita, hanno sfiorato il pareggio. Per poi capitolare al colpo di Floccari. Le due reti di scarto allora, diventano un po’ più leggere: la reazione, seppur tradiva, c’è stata. Una fiammella di speranza nel mare nero dell’ultima, solitaria, terribile, posizione in classifica.

Al fischio d’inizio, fronte Siena, Vergassola rientra a centrocampo, mentre Fini rimane in panchina con Ekdal a sinistra. Davanti Baroni dà fiducia a Jajalo e Ghezzal e all’inamovibile Maccarone. Gasperini cambia un po’ gli uomini e la mossa vincente è l’inserimento di Crespo: passano giusto due minuti che l’argentino insacca. Mesto crossa dalla sinistra Palacio tira e centra il palo, Crespo, tutto solo, si avventa sulla palla e porta il Grifone in vantaggio. Sarà il gol preso a freddo, sarà la consapevolezza di dover giocare una sfida tutta in salita, ma la Robur sparisce completamente dal rettangolo verde. Si vede giusto al 9′ con la debole punizione di Codrea. All’11’ Mesto mette in mezzo, Curci esce a vuoto, Crespo non ci arriva. Big Mac ci prova, ma è solo nel nulla. Al 16′ è lui che cerca di approfittare di un errore di Scarpi, senza fortuna. Uno Scarpi non in formissima: solo un minuto prima, in difficoltà nel trattiene un retropassaggio di un campagno, stava per fornire la palla perfetta a Ghezzal. Le fasce, in casa bianconera, non esistono, il Genoa gioca a memoria e detta legge. Il raddoppio rossoblù arriva al 18′: Palacio tira dalla distanza, Curci respinge corto e centrale, Crespo, lasciato colpevolmente, nuovamente, solo segna la sua doppietta. Al 22′ Ghezza, arriva in area, passa a Maccarone che però perde il duello con Moretti. Al 25′ Mesto verticalizza ancora per l’argentino che in posizione regolare stoppa, si gira e tira, in curva. Quando Del Grosso si vede in avanti è il 26′, il suo tiro-cross finisce tra le mani di Scarpi. Al 28′ il tiro di Maccarone è potente, ma fuori misura. Sessanta secondi dopo Scarpi interviene su Ekdal, la palla va allo spento Jajalo, Modesto spazza via la palla vacante in area. Il Genoa fa spettacolo, la Robur non ha idee, imbambolato, non trova mai lo sbocco giusto per entrare nell’area rossoblù. Al 31′ grande la parata di Curci che dice di no a Palladino. L’ex Juve non ci sta e di
piattone destro, quattro minuti dopo, cala il tris. A fine primo tempo in fuorigioco la rete di Vergassola, fuori il colpo di testa di Jajalo.
Nella ripresa spazio a Reginaldo al posto di Jajalo. Baracani fischia e il Brasiliano va giù: non ci sono falli, spiega il direttore di gara. Bello il suo cross al 4′, Maccarone non ci arriva, al 13′ il dialogo tra i due finisce con il tiro di Big Mac alto sulla traversa. E’ una Robur più cattiva e attenta. Al 14′ Del Grosso con la punta del piede anticipa Palacio che chiede il rigore: per l’arbitro è angolo. Al quarto d’ora Reginaldo, in solitario, non riesce a trasformare.
Maccarone caparbiamente lotta ma è sempre solo e facile preda dei due-tre avversari che gli piombano puntualmente addosso. Al 18′ fuori anche la conclusione di Codrea. Il Genoa, stanco, con le gambe che fanno fatica, ingrana la retromarcia, fa giocare il Siena che, più propositivo, ha il demerito di non concretizzare (al 20′ sul fondo il tiro dalla distanza di Ghezzal, al 22′ Scarpi dice no a Vergassola, al 34′ Ghezzal spizzica, Rosi prende palla ma non inquadra la porta). Almeno fino al 35′: Paolucci segna la sua prima rete in bianconero, un tiro potente, rabbioso. Big Mac non vuole rimanere indietro: la sua è una rete bellissima, tipica del repertorio ‘maccaroniano’. Mentre al 40′ Rosi getta via l’opportunità giusta per riagguantare il pari: di sinistro mette fuori. Poi ci prova Reginaldo: salta Modesto non se la sente di tirare di sisnitro. Cerca il destro, ma vine anticipato. La Robur chiede il rigore. Le speranze si spengono allo scadere del tempo regolamentare: è di Floccaro la rete che lancia il Genoa a quota 20.. Il Siena rimane inchiodato nel fondo della classifica. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line