GDS – Interviene Malagò: “Troppi club pro’ Sistema a rischio”.

Stupito dello stupore. Dopo un’estate di polemiche e ricorsi, cui ha assistito in religioso silenzio, Giovanni Malagò torna a parlare di calcio, e delle riforme di cui il sistema ha bisogno per restare in piedi. Il tema è ovviamente la cura dimagrante imposta alla Serie B, calata da 22 a 19 squadre grazie al blocco dei ripescaggi, richiesto all’unanimità dalle società e disposto dalla Figc. Una scelta che ha scatenato un mare di polemiche e una ridda di ricorsi. Il presidente del Coni, ospite del Meeting di Rimini, ricorda come la riduzione delle squadre professionistiche sia stata così diffusamente invocata in questi anni, da diventare un mantra. «Mi sembra che quasi tutti i dirigenti sportivi del calcio degli ultimi anni – racconta il numero uno dello sport italiano – siano sempre stati concordi nel dire che la madre di tutte le battaglie è la riforma dei campionati: che si cominci dalla Serie A o dalla B o dalle leghe minori non sta a me dirlo, però una cosa è chiara: è acclarato – dice – che il sistema calcio non regge più con il numero di squadre al quale ci siamo abituati anni fa. Anche Paesi più ricchi di noi, che ci hanno superato, hanno affrontato questo discorso».

NON REGGONO Troppe squadre? «Sicuramente nel sistema c’è qualcosa che non va – constata Malagò – lo riconoscono tutti quanti perché se dopo un periodo di tempo così lungo ci sono reiteratamente una serie di società che non reggono il peso della stagione, comportando anche disfunzioni al sistema, penso che ci siano da fare delle riflessioni. Ma sarebbe sbagliato che fossi io ad indicare la strada, il mio ruolo è diverso». E non gli consente di giudicare il caos che ha accompagnato l’avvio del campionato di Serie B (del resto ha cose più importanti da fare, come fare il punto col governo sulla candidatura olimpica nei prossimi giorni). «È una di quelle situazioni – dice Malagò – dove ognuno si sente nella ragione e purtroppo anche nel diritto. Per questo ci sono gli ordini di giustizia sportiva». E quelli amministrativi: il 13 settembre il Tar del Lazio dovrà discutere pure del ricorso presentato da un gruppo di tifosi del Catania che invocano la B.

Fonte: La Gazzetta dello Sport