GDS-Gravina: «Serie B a 19? E io propongo sette promozioni»

Provocazione per provocazione, Gabriele Gravina la butta lì: «All’unanimità il consiglio direttivo mi ha dato mandato di chiedere in via straordinaria di ripristinare il format della Lega di B. Per questo noi proporremo 7 promozioni dalla Serie C al torneo cadetto per la prossima stagione». Nell’estate in cui anche il calcio italiano, e con un certo autocompiacimento, ha scoperto e alimentato la sua vena populista, sette promozioni in B ci stanno benissimo, ringalluzziscono le società di C («Ho visto i miei presidenti con gli occhi bassi», raccontava ieri Gravina a margine di un’assemblea che deve essere stata tristissima) e riaccendono di passione i tifosi: «L’amarezza più grande è non potergli dare la possibilità di aggregarsi e stare insieme», si rammarica il presidente. E pazienza se il presidente di B non ne sappia niente e non sia minimamente d’accordo. Ormai sono saltati gli schemi. «Non riesco a dialogare con Balata – spiega Gravina –: io rispondo a me stesso, mentre non so se lui sia libero di intraprendere scelte autonome». Balata gli risponde a tono: «Io non sono libero perché rispondo alle mie 19 società, lui mi sembra distratto dalla politica federale».

SCHEMI SALTATI Garbo istituzionale, protocollo, procedure, regole: fino al 7 settembre vale tutto, cioè niente. Sette promozioni? Ok. Tanto, sostiene Gravina, «la nostra proposta è già superata, sono sicuro che il Collegio ci darà ragione». Può darsi. Del resto il suo presidente, l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini, continua a dialogare con i tifosi su Twitter, alimentando le speranze di un controribaltone a 22 che a quel punto, però, farebbe felici solo tre delle sei società – Catania, Novara, Siena, Ternana, Pro Vercelli, Entella – che hanno presentato regolare domanda di ripescaggio. Chi saranno le fortunate? Impossibile dirlo. La Figc non ha mai pubblicato la graduatoria ufficiale, e oltretutto sul possesso dei requisiti di Catania e Novara pende il ricorso delle concorrenti: anche questo sarà discusso al Collegio di garanzia il 7 settembre, in una sorta di B-day che in un modo o nell’altro lascerà sul tavolo altri cocci. Fino ad allora, come previsto, la Serie C non si muoverà. Gironi e calendari rinviati all’8, campionato al 16, mentre la chiusura del mercato, fissata alle 12 di sabato (tanto che oggi dovrebbe scattare la tre giorni finale al Melià di Milano), dovrebbe essere posticipata al 31.

PAZIENZA PERSA Salirà ulteriormente, come i toni delle dichiarazioni. Il 7 settembre il Collegio di garanzia dovrà decidere anche se accogliere o respingere il ricorso presentato da Lnd, Aic, Lega Pro e Aia contro la proroga del commissariamento al 10 dicembre. Fabbricini continua a dire che le elezioni si celebreranno non oltre il 22 ottobre, ma le componenti non si fidano. Sibilia ha ingaggiato una battaglia personale con il commissario anche sul calcio femminile. I calciatori hanno nel cassetto un parere pro veritate di un costituzionalista che sosterrebbe la candidabilità di Abete (e Tommasi, Calcagno, Ulivieri, ecc…). Gravina, che più di qualcuno torna a indicare come uno dei papabili, giura che «il candidato è l’ultimo dei nostri problemi, siamo compatti perché vogliamo votare. In Figc ora c’è un caos strategico – attacca –, è ora di finirla con questi giochetti. Il nome di Abete non esiste, è un candidato che abbiamo individuato ma avevamo proposto anche delle alternative, mi sembra un cavallo di Troia che qualcuno vuole utilizzare per rompere gli equilibri. La sua è una disponibilità di servizio per mettere tutti insieme, ma non può giustificare rinvii e contro rinvii». «Ancora non si sa se i principi informatori sono approvati o meno – dice ancora Gravina – e se a settembre ci sarà una convocazione o meno. Un uomo normale che si aspetta una governance perde la pazienza».

Fonte. La Gazzetta dello Sport