Gazzetta – Siena, tocco rosa Debutta la Durio ed è già nella storia

Era forse dai tempi di Violante di Baviera, che da governatrice di Siena nel 1721 tracciò i confini delle attuali diciassette contrade nel centro storico, che sotto la Torre del Mangia una donna non aveva così popolarità. Anna Durio diventa la prima presidente donna della storia del calcio bianconero, la trentesima in ordine di tempo. Di più: nell’era post-Monte dei paschi, dopo la risalita dalla Serie D, di fatto lo salva da un nuovo fallimento quasi certo e pone la basi per un futuro solido.

TRATTATIVA LUNGA Nella famiglia Durio (cantieri navali soprattutto in Liguria, ma non solo) il mondo del pallone senese ripone grande fiducia e la speranza, magari, di tornare un giorno in Serie A. «Sono qui per passione, perché amo il calcio e mi sono innamorata di Siena». Dichiarazioni di circostanza dell’imprenditrice di 55 anni? Può darsi, ma intanto Anna Durio ha sborsato una cifra intorno ai tre milioni di euro per prendersi la Robur dalle mani di Antonio Ponte. E non è stato un percorso facile. Ha dovuto prima immettere nelle casse societarie due milioni di euro a febbraio scorso, strappando un pre-accordo con Ponte e, di fatto, cercando di gestire dall’esterno una società in grave crisi. Poi da maggio fino a fine luglio un lunghissimo ed estenuante tira e molla con lo stesso Ponte sul conguaglio finale, a colpi di documenti, consulenze, comunicati e arbitrato. A fine luglio, dopo una caldissima notte negli uffici di un notaio del centro, la firma per la gestione della prima squadra, in attesa della decisione di soci di minoranza sul diritto di prelazione. A fine agosto altra sorpresa: tutti i soci di minoranza si tirano indietro tranne Pietro Mele, che annuncia, a due giorni dalla scadenza, la volontà di sostituirsi, di fatto, alla famiglia Durio, che nel frattempo aveva costruito la squadra. Quarantotto ore di caos, poi Mele non esercita correttamente il diritto e venerdì finalmente le dimissioni di Ponte da presidente e la nomina di Anna Durio.

PROGETTI «I tifosi hanno capito fin dall’inizio – dice ancora Durio – e mi sono stati vicini in questi mesi, la gioia più grande è adesso pensare che si possa parlare solo di calcio, di progetti, di futuro del Siena. Non sono qui per interessi personali o politici». A trascinare Anna Durio in questa avventura è stato Massimo Morgia, lo scorso anno direttore tecnico con la famiglia ligure al Rapallo Bogliasco e due anni prima allenatore vincente del Siena in Serie D, ma soprattutto il figlio Federico Trani, poco più che ventenne ma una smisurata passione per il calcio, presto amministratore delegato della società e di fatto factotum in questa fase assieme a Davide Vaira e Giovanni Dolci, prossimi direttore generale e direttore sportivo. Grandi progetti in cantiere: campi di allenamento, settore giovanile e diversi contratti biennali o triennali per tutti, una rarità di questi tempi in Lega Pro. Per passione, dunque. La stessa grandissima passione che aveva il tifoso Lorenzo Guasparri, scomparso nel 2011, a cui oggi prima della partita con la Giana verrà intitolata la curva. (Alessandro Lorenzini)

Fonte: La Gazzetta dello Sport