GALLOPPA: “Giampaolo è l’allenatore che mi ha insegnato di più”

Daniele Galloppa ha la faccia bella di chi si diverte. Pro­prio come i ragazzi del Parma ed è questo il segreto del piccolo, grande gruppo di Guidolin. Danie­le ha la faccia pulita di chi c’è rima­sto male, perché qualcuno non ha creduto in lui.
Se nemmeno la Roma punta sui giovani, bisogna andare per forza a giocare in provin­cia?
«È una verità. Il problema è enor­me, soprattutto a Roma, dove la società è anche in crisi e a maggior ragione dovrebbe puntare sul viva­io. Dopo il prestito, la comproprie­tà, sono stato io a rifiutare il rinno­vo: non mi sentivo parte del pro­getto. Rimpianti? No. In Italia non c’è mai tempo per aspetta­re un giovane. Come per Balo­telli. Manca l’equilibrio: oggi è un fenomeno, la settimana do­po un brocco. Ha 19 anni, biso­gna dargli tempo».
Com’è andata con l’Under 21?
«Con Gentile avevo trovato spa­zio, anche quando non giocavo tanto, con Casiraghi non più. È una scelta che rispetto ma non co­nosco il perché».
Però Lippi l’ha fatta debuttare in Nazionale.
«Ho trovato un gruppo incredibi­le, ma anche tanta umiltà. La cosa buffa è stata quando dovevo en­trare (il 6 giugno, Italia-Irlanda del Nord 3-0, ndr ), Lippi mi dice di giocare esterno. Io gli rispon­do: ‘Mister, fammi stare in mez­zo’. E lui: ‘Vabbè, gioca in mez­zo’ ».
L’allenatore più importante?
«Tanti, ma Giampaolo è quello che mi ha insegnato di più».
Da chi prova a copiare qualco­sa?
«In verità non mi ispiro a nessu­no. Io voglio essere me stesso e ba­sta. Il mio segreto è l’allenamen­to. Poi, sì, mi piacciono Gerrard, Lampard, De Rossi, Pirlo. Ma io sono io».
I suoi genitori, Rita e Maurizio, la seguono ovunque. Ma i geni­tori troppo tifosi sono un pro­blema?
«Si, sono deleteri. Ho una fami­glia presente, ma che non mi ha mai spinto ad arrivare per forza, né mi ha mai elogiato troppo quando ho fatto bene. Per loro era normale. Per questo dovrò sempre ringraziarli, è una forma di educazione. Purtroppo essere un calciatore significa anche che molte persone ti girano intorno solo per questo».
Il giocatore che le ha dato i mi­gliori consigli?
«A Trieste, era il primo anno in cui ero fuori casa, William Pianu mi ha un po’ adottato. Poi tanti al­tri con il loro esempio».
Da Ghirardi a Guidolin, ha rice­vuto tanti complimenti e «sponsorizzazioni» per la Na­zionale. Esagerano?
«Mi fanno piacere, ma so che de­vo lavorare senza sentirmi mai ap­pagato. Altrimenti è facile perder­si. Il Mondiale? Beh, perché no? Sognare non costa niente».
Esageri lei ora: dove può arri­vare il Parma?
«Continuiamo a pensare solo alla salvezza. L’entusiasmo è tanto, l’ambiente è pazzesco. Ma non di­mentichiamo di essere una neo promossa. Iniziamo a salvarci, poi si vedrà».
E domenica c’è il Siena…
«Per me è una seconda casa, an­che a livello umano, con la gente, con la città. Sono stato a Siena lu­nedì e martedì scorsi a trovare i miei ex compagni. Sarà un
a parti­ta strana, particolare per me».

Fonte: La Gazzetta dello Sport