Futuro Robur: la voce dei tifosi

Un futuro pieno di nubi. E i tifosi come la pensano? L’edizione odierna de La Nazione, ha provato a tastare l’umore della tifoseria bianconera, intervistando Lorenzo Mulinarci, presidente del Siena Club Fedelissimi, Cristiano Bottoni dei Vecchi Ultras e Lorenzo Rosso, presidente del Siena Club Enrico Chiesa

Lorenzo Mulinarci, presidente del Siena Club Fedelissimi – “Le speranze sono ridotte al minimo. Sulla Robur è calato il silenzio, non se ne sente più parlare neanche al bar o per la strada. Se fino a qualche settimana fa il mio telefono squillava di continuo, oggi tace. Lo sconforto è tanto, non sappiamo più a cosa aggrapparci. Il 16 è l'ultimo giorno utile per salvare il Siena, ma se la situazione, in stallo ormai da tempo, non si è sbloccata adesso, la vedo dura possa risolversi in qualche giorno. Per quanto riguarda quello che è successo con Profumo e Viola non parlerei di aggressione, ma di contestazione. Profumo non è stato nominato da un consiglio di amministrazione, ma dal sindaco, a sua volta eletto dai cittadini. Deve quindi dare risposte alla città: da parte della Banca non sono mai state rilasciate dichiarazioni, meritiamo di sapere come stanno le cose, di avere notizie, per quanto brutte siano. Profumo ci parli, ci dica come stanno le cose».

Cristiano Bottoni, Vecchi Ultras –  «La contestazione? Credo che abbia dimostrato che forse stiamo cambiando mentalità – le sue parole -, che dobbiamo smetterla di accettare sempre tutto. Non c'ero, ma credo che il gesto sia stato un dimostrare la nostra passione davanti a chi ha distrutto la città, dalla A alla Z. Per come la vedo io, queste persone non possono permettersi di girare per le vie di Siena credendo che non venga detto loro niente. Adesso si è chiuso anche il paracadute del Palio. E basti ripensare alla vicenda Portanova per capire come i quattro giorni della Festa possano essere usati. Tra le altre cose mi è stato riportato che durante la contestazione, ai tifosi sono state rivolte brutte frasi e parole sprezzanti. E poi tutto è stato gonfiato perché si tratta di alti dirigenti della Banca. Persone che però hanno messo Siena in ginocchio. Forse se già anche prima avessimo alzato la voce con i vari Mussari… Iscrizione? Finché il peggio non sarà ufficiale, continuo a sperare, anche se ovviamente le fiamma è esile. La cosa che più mi spaventa è che se il Siena dovesse fallire cadrebbe completamente nel disinteresse. Non parlo di noi, di quei tifosi che seguivano la squadra anche in C2 e che continueranno a farlo, ma in generale. La società sparirebbe, il calcio a Siena sparirebbe nell'indifferenza di alcuni e il piacere di altri. Far morire la Robur sarebbe vigliacco e crudele».

Lorenzo Rosso, presidente del Siena Club Enrico Chiesa – «Come ho detto più volte , il Monte dei Paschi, secondo me, dovrebbe, in un modo o nell'altro, dare una mano alla Robur che è di fatto una delle istituzioni più importanti della città. Se la squadra dovesse giocare in una serie dilettantistica, sarebbe un male per tutti. Sarebbe un brutto ritorno di immagine, dopo anni in cui il marchio della Banca ha calcato i palcoscenici più prestigiosi del calcio italiano. La Banca dovrebbe fare uno sforzo per concedere al Siena il prestito necessario per l'iscrizione alla serie B. Per quanto riguarda il deciso confronto tra i tifosi e i vertici del Monte , si può discutere sicuramente sul modo, ma tutti devono capire che i senesi tengono tantissimo alla Robur, una realtà di grande peso per la città e la comunità».