Franchi tabù, Robur ko – di Tommaso Refini

 

Nella settimana dei franchi tiratori – fuoco amico che ha impallinato Marini e Prodi sulla via del Colle -, anche lo stadio Franchi ha tradito la sua Robur. 

Dopo l'ennesimo passo falso del Genoa e con il Palermo impegnato nel derby siciliano, sembrava che il Siena avesse i numeri per accomodarsi in via quasidefinitiva sulla poltrona più alta della lotta salvezza. Il candidato bianconero non ha raggiunto il quorum, tradito dal fortino di casa: a moltiplicare le schede nulle hanno pensato gli infortuni dell'ultima ora, la congenita difficoltà a scardinare le porte chiuse con doppia mandata, la sestina arbitrale e un avversario amante delle trasferte toscane. A Vergassola e compagni restano al massimo cinque scrutini per garantirsi l'ultimo posto al sole, altrimenti via libera al grifone o all'aquila rosanero.

Casa dolce casa, ma non per tutti. Dopoun semestre speso a brindare fra le mura amiche, restando a bocca asciutta lontano dal Rastrello, il mondo della Robur si e' capovolto. D'un tratto – complice il restyling di gennaio e la definizione di una squadra votata a giocare in velocità -, il Siena si e' scoperto una perfetta macchina da trasferta e un pesce fuor d'acqua sul prato amico. Nelle ultime quattro, due sconfitte (Atalanta e Chievo) e altrettanti pareggi (Cagliari e Parma), a fronte di un eccezionale cammino esterno: vittorie pesanti a Palermo e Pescara; segno X al Ferraris. Sulle lastre, un passo da museo; fuori porta, una corsa da scudetto.

La partita con i gialloblù ha confermato il trend, certificando i limiti della Robur nel fronteggiare le difese schierate; una difficoltà acuita dall'ennesima indisponibilità di Pozzi, che nei suoi pochi cortometraggi aveva dimostrato la sua utilità, dal forfait di Sestu e anche dalle non perfette condizioni di Bogdani, che hanno impedito l'impiego dell'ariete albanese dal primo minuto. Ecco dunque il solito 3-4-2-1 quasi obbligato, con il tridente bonsai che non ha la forza necessaria per abbattere la muraglia clivense: e' una coperta corta quella del Siena, ideale per andare a dama negli spazi, ma inadatta alle selve affollate e oscure di chi gioca accontentandosi del punto. Che poi magari diventano tre, come accaduto alla Dea e al Chievo, capace di centrare la salvezza anticipata all'ombra di San Domenico grazie a capitan Pellissier.

Le indisponibilità e un pizzico di malasorte, vestita da Puggioni, hanno certamente condizionato il film della gara, ma resta l'amarezza per un gol nato da un tiro d'angolo a favore: d'altra parte chi di ripartenza ferisce – il tre a due della Robur a Pescara ebbe origine da un piazzato abruzzese -, di contropiede perisce, anche grazie a una discutibile disposizione degli uomini a difesa della meta' campo, già punita all'Olimpico di Torino. Peccato, perché in un campionato che si deciderà al fotofinish, la stessa linea sottile che marca il confine tra una sconfitta e un pareggio – perquanto brutto, sporco e cattivo – potrebbe segnare la differenza fra il paradiso calcistico e il purgatorio della B. Qualche riga, purtroppo, la merita anche l'annullamento del gol di Paci. Regolarissimo, perfino a occhio nudo dalla sommità più alta della tribuna. Il caso vuole che, a una settimana di distanza dalla rete di Emeghara all'Adriatico viziata da offside e dopo la valle di lacrime versata a Genova e Palermo, venga annullato il punto decisivo del ventiquattro. Compensazione? A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Parole e musica di Giulio Andreotti, non esattamente l'ultimo arrivato.

Di nuovo in carrozza, prima delle ultime fermate. Il viaggio di andata fu una via crucis per la Robur: cinque sconfitte su cinque, con zero punti conquistati e una valanga di gol subiti. Inutile dire che, se vorranno raggiungere l'obiettivo, i bianconeri dovrannochiudere in maniera opposta. Non sara' facile, ma non ci sono alternative, perché il Siena ha avuto il grande merito di rimettersi in corsa, di avvicinare la concorrenza e addirittura di superarla, ma ha fallito il colpo del ko. Così la corsa salvezza, come nelle tappe su misura per velocisti, si deciderà in volata.

Fonte: Sienafree.it