Foglietti: “Siena è stata fondamentale per la mia vita. Il gol alla Rondinella? Pensai di dover smettere”

Gli innumerevoli campionati di Serie C a cavallo tra gli anni 80 e 90 vengono considerati spesso una Via Crucis, talmente lunga ne è stata la militanza della Robur. Ma anche durante questo arco temporale non sono mancate le soddisfazioni per i bianconeri, e la stagione 1981/82 ne è una dimostrazione. Della squadra che quell’anno riportò il Siena in C1 faceva parte anche Fabrizio Foglietti: per l’esterno romano, infatti, la carriera nel calcio che conta iniziò proprio nella città del Palio. «Siena per me è stata fondamentale per il calcio e per la vita – ammette Foglietti durante la trasmissione Minuto per minuto su RadioSienaTV – ci sono rimasto veramente molto legato. Il primo anno non vincemmo niente ma per me fu un anno importante, rappresentò il mio battesimo nel calcio professionistico. Poi a Siena ho avuto la fortuna di conoscere la donna della mia vita, ci sono nati i miei figli. È riduttivo parlare di tappa».

Tre campionati in maglia bianconera che hanno contribuito ad instaurare un grande rapporto con la città di Siena, al punto che, quando era arrivato il momento di salutare, Foglietti non era d’accordo: «Ricordo molto bene la sera in cui Danilo Nannini mi vendette al Bologna. Io gli dissi che non ci volevo andare. Poi lui, da buon padre di famiglia, mi spiegò che a certe occasioni non si poteva rinunciare. Però io tutte le domeniche sere tornavo a Siena per salutare i miei compagni. C’era un legame molto più forte. Oggi non c’è quel tipo di attaccamento, i giocatori cambiano casacca ogni tre settimane». E l’ex bianconero è infatti ancora a stretto contatto con alcuni dei compagni di quell’avventura. «Mensilmente ci vediamo con Paolo Stringara, Danilo Tosoni e Mauro Cini. Siamo rimasti molto legati, dopotutto siamo cresciuti insieme a Siena. Abitavamo nello stesso appartamento in via dei Cappuccini».

Tra i tanti aneddoti legati alla sua esperienza con la Robur, ce n’è uno che Foglietti ricorda di primo acchito: «A Siena sono ricordato soprattutto per il gol alla Rondinella e le mani nei capelli. In quella partita c’era un mezzo accordo per fare 0-0, dato che eravamo entrambe prime. Mi arrivò una palla a centrocampo, calciai pensando di non arrivare in porta, invece la palla prese una zolla d’erba, si alzò e andò all’incrocio dei pali. Una storia che ricordo con terrore, fui interrogato persino dall’ufficio indagini. Pensavo di dover smettere di giocare a calcio. Poi, ovviamente, ricordo il momento della nascita della mia prima figlia. Volevano che la battezzassi nel Bruco; io di Palio ancora non sapevo niente, ero convinto di battezzarla al Colosseo (ride, ndr). A Siena – conclude Foglietti – torno appena posso. Mando un abbraccio a tutti quelli che si ricordano di me». (J.F.)

Fonte: Fol