Per la prima della stagione, una novità assoluta per la Robur. I bianconeri non avevano infatti mai affrontato nella loro storia il Tau Calcio Altopascio, società nata nel 1992 dalla fusione tra la Polisportiva Badia Pozzeveri e l’US Altopascio. L’unione delle due realtà aveva l’obiettivo di rafforzare le ambizioni calcistiche del territorio, ed effettivamente la crescita del Tau negli anni ultimi è stata sotto gli occhi di tutti. Dopo molte annate di militanza nel campionato di Eccellenza Toscana, la stagione 2021/22 si rivela quella del salto in Serie D. La squadra prima trionfa nel Girone A e poi ottiene la promozione nell’Interregionale dopo essersi qualificata attraverso il triangolare passato alle cronache per il comportamento antisportivo del Figline, che concesse in modo evidente dei gol per influenzare la classifica a suo vantaggio, proprio nello scontro con il Tau (che prese le distanze da quanto accaduto in campo). Al termine della Poule promozione, il Tau festeggia così per la prima volta nella sua storia una storica e meritata promozione in Serie D.
L’ambiziosa visione della società, con in testa il presidente Antonello Semplicioni e il suo vice Alessandro Del Carlo, ha permesso al club di consacrarsi ad un livello importante e ha fatto sì che venisse migliorata la parte infrastrutturale. Parallelamente, ha dato dei grandi frutti il lavoro del direttore sportivo Giovanni Maneschi: oltre a disputare dei buonissimi campionati, moltissimi giocatori hanno beneficiato della parentesi di Altopascio per spiccare il volo verso la categoria superiore, a testimonianza del terreno fertile che si trova in amaranto.
Dopo aver salutato Simone Venturi, autore di un biennio di altissimo profilo che gli è valso la chiamata del Prato, la società si è trovata nella condizione di dover individuare una nuova guida tecnica. La scelta è ricaduta su uno dei tecnici più esperti in circolazione, quell’Ivan Maraia che da avversario ha castigato la Robur espugnando il “Franchi” per ben quattro volte: in tre occasioni alla guida del Pontedera (stagioni 2017/18, 2019/20 e 2021/22) e una volta con la Lucchese (stagione 2022/23). A lui il compito di far stazionare il Tau nelle zone alte di classifica come in questi ultimi anni, provando a stupire nuovamente.
In estate hanno fatto le valigie tre pezzi pregiati, richiamati dalle sirene della categoria superiore. Andolfi è andato al Pontedera, Rinaldini al Forlì (prima del suo passaggio al Prato) mentre bomber Motti (20 reti per lui la stagione scorsa) si è accasato all’ambizioso Ravenna. La società ha comunque mantenuto una buona ossatura, comprensiva di Meucci (’93), mezz’ala di gamba e interdizione, visto anche in C alla Lucchese, dell’ex Lombardo (’95), terzino impiegabile in più posizioni, dotato di un destro educato sui calci piazzati, e di Tommaso Carcani (’02), che due stagioni fa al Ghiviborgo andò in doppia cifra sotto la guida di Lelli e Bellazzini (che avevano ruoli rovesciati rispetto a quest’anno). A raggiungerlo in amaranto il gemello Pietro, terzino ex San Donato, e soprattutto Nottoli (’99), centrocampista di qualità autore di 12 reti nel Ghiviborgo di Bellazzini, pezzo pregiato della campagna acquisti. In attacco fari puntati sul nigeriano Omoregieva (’97), reduce da un campionato di Eccellenza lombarda al Castellana chiuso con 17 reti a referto. (J.F.)
Fonte: Fol – Foto: Facebook Asd Tau Calcio Altopascio
