Focus sull’avversario: il Follonica-Gavorrano

Trovare qualcuno che il 2 maggio 2015 a Siena pensasse che la partita del possibile ritorno in Serie C potesse concludersi con un risultato diverso dalla vittoria dei bianconeri sarebbe stato un esercizio molto complicato. A rovinare (o meglio, ritardare) i sogni di gloria di un Franchi vestito a festa per l’occasione fu proprio l’avversario opposto quel giorno alla Robur, un Gavorrano costruito per fare un campionato di vertice che, a causa di una partenza a rilento, non seppe ritagliarsi un ruolo da protagonista per come avrebbe voluto. Da allora i maremmani si sono comunque confermati spauracchio del Siena (una sola vittoria bianconera nei cinque precedenti ufficiali), che al Rastrello non è mai riuscita ad imporsi.

Anche nell’ultima sfida tra le due squadre (terminata 1-1, reti di Marotta e Damonte su rigore), in panchina nei maremmani sedeva Giancarlo Favarin; in quella stagione (2017/18) il tecnico pisano subentrò a Bonuccelli in una situazione quasi compromessa e, malgrado un ottimo girone di ritorno, non riuscì a portare in salvo la matricola grossetana. Tra i vari aspetti che hanno inciso nella scelta dell’allenatore ex Fidelis Andria e Lucchese di tornare in Maremma c’è proprio il voler riportare la società dove l’aveva trovata la prima volta, ovvero in Serie C.

Nel frattempo, il Gavorrano ha cambiato sembianze: non è passata inosservata la fusione con il Real Follonica, avvenuta nell’estate del 2019 e formalizzata in seguito ad un precedente accordo di collaborazione tra le due realtà. In realtà, ad essere concretamente diversi rispetto ad allora sono solamente la denominazione (il nome Follonica-Gavorrano è stato scelto in ordine alfabetico e senza gerarchie) ed il logo (una sintesi dei due rispettivi loghi senza stravolgimenti cromatici). La società ha infatti ereditato la tradizione sportiva del Gavorrano ed, ovviamente, anche la proprietà ed il management: al timone c’è ancora l’ingegner Luigi Mansi, presidente del colosso Nuova Solmine, azienda italiana leader nella produzione di acido solforico, mentre la gestione sportiva è sempre nelle mani di Filippo Vetrini, da anni direttore generale nonché factotum del club. Grazie agli investimenti e alla lungimiranza della proprietà, il Fu Gavorrano ha dapprima scalato le categorie inferiori (in 10 anni è passato dalla Prima Categoria alla vecchia C2) e negli ultimi anni ha fatto la spola tra Serie D e Serie C, recitando ruoli di primo piano in quasi tutti i campionati. Manco a dirlo, il ritorno nel professionismo è un obiettivo sempre attuale e che difficilmente passerà di moda da quelle parti.

La rosa del Follonica-Gavorrano è indubbiamente una delle più complete di tutto il girone ed aspira a battagliare per la vittoria finale fino alla fine. Favarin, allenatore che non ha bisogno di presentazioni per i tuoi trascorsi e la sua esperienza (tra gli altri, vanta ben cinque campionati di Serie D vinti da tecnico), schiera abitualmente un classico 3-5-2, suo marchio di fabbrica. Tra i rossobiancoblu i principali interpreti sono il capitano Dierna (’87), esperto centrale con alle spalle tanta C e D, il terzino Papini (’96), nativo di San Giuliano Terme come Favarin con cui aveva condiviso la precedente esperienza a Gavorrano, l’esterno Grifoni (’93) ed il promettente centrocampista Apolloni (’00). Menzione a parte per Simone Monni (’96), centravanti della squadra e grande talento ai tempi del settore giovanile dell’AC Siena.

(Jacopo Fanetti)

Foto: sito ufficiale Follonica-Gavorrano
Fonte: Fol