Focus sull’avversario: la Viterbese

Sabato al Franchi andrà in scena l’atteso big match tra Robur Siena e Viterbese. Entrambe sono reduci da un turno di stop dovuto al maltempo, anche se la Viterbese arriverà a Siena con le fatiche di Coppa sulle gambe. Martedì i gialloblu hanno battuto nella semifinale di andata della Coppa Italia Serie C il Cosenza per 3-1.

Dopo essere succeduta alla Robur in qualità di campione d’Italia Serie D (vinta due anni fa battendo il Piacenza), da quando si è riaffacciata al professionismo la compagine del presidente Piero Camilli ha sempre puntato a fare campionati di alto profilo. E non potrebbe essere altrimenti conoscendo Camilli, che sin dai tempi di Pisa e Grosseto ha dimostrato a più riprese di essere uno che non si accontenta di prendere parte alla competizione, ma che alla fine della stagione vuole ottenere la posta più alta. E pazienza se per arrivare alla vittoria si debba passare dall’allontanamento di allenatori e responsabili dei quadri tecnici. Si dice che invecchiando si diventa più pazienti, ma questo non è il caso di Camilli, che negli anni ha mantenuto intatta la sua fama di presidente vulcanico. La passata annata ha visto avvicendarsi in panchina Giovanni Cornacchini, poi Dino Pagliari e infine Rosolino Puccica (non prima del Cornacchini bis), mentre dietro la scrivania Vincenzo Minguzzi era stato sostituito dall’ex Rimini Ivano Pastore. E anche quest’anno la musica non è cambiata. La stagione era iniziata col duo Valerio Bertotto in panchina e Alessandro Luci in veste di direttore sportivo, che però hanno avuto vita breve: l’ex terzino del Siena è stato esonerato l’8 Ottobre nonostante la squadra andasse a gonfie vele (Camilli si giustificò dicendo che “con il gioco di Bertotto non andavamo da nessuna parte”), una decina di giorni dopo è toccato a Luci. In panchina non ha avuto vita facile nemmeno Federico Nofri Onofri, tornato dopo la vittoria del campionato di Serie D due anni prima, silurato il 17 Novembre. Camilli ha scelto quindi di affidarsi, avvalendosi della consulenza del nuovo DS Nelso Ricci, indimenticato protagonista della prima storica promozione in Serie A della Robur, all’ex Varese e Arezzo Stefano Sottili che da quando è al timone ne ha persa solo una subendo la miseria di cinque reti. La ritrovata compattezza difensiva è stata un pilastro della risalita dei gialloblu unita al ritorno al 4-3-3, probabilmente il sistema di gioco che maggiormente si adatta alle caratteristiche dei giocatori.

Anche il mercato di Gennaio ha fatto registrare un po’ di stravolgimenti. La squadra è stata rinforzata con gli innesti di pezzi da 90 come Calderini, Rinaldi e Checchin tra gli altri. Sono usciti invece Tortori e Razzitti mentre l’ex bianconero Varutti, non avendo trovato sistemazione, è finito fuori lista.

Come detto, l’arrivo di Sottili in panchina ha portato al ritorno al 4-3-3, modulo usato in precedenza solo da Bertotto (Nofri giocava con il 3-5-2), e da questo sistema il tecnico di Figline non dovrebbe schiodarsi. In porta c’è Iannarilli, classe ’90 ex Salernitana, riconosciuto dagli addetti ai lavori come uno dei portieri più affidabili della terza serie, e da anni pronto al salto. A destra gioca l’ex Robur Celiento, sul quale ha messo gli occhi il Pescara che dovrebbe prelevarlo a fine stagione. Nonostante una statura non elevatissima, è fortissimo nell’anticipo ed è arcigno in marcatura. A sinistra c’è De Vito, scuola Milan, mancino dotato di un bel piede. La coppia di centrali è formata da Michele Rinaldi, ex Udinese, bravo nel colpo di testa e pericoloso quando va in proiezione offensiva, e Simone Sini, abile nei calci da fermo (calcia anche gli angoli). Come alternative, sulle fasce Peverelli e Sane, entrambi ottimi propulsori, in mezzo il bulgaro Atanasov, roccioso centrale portato in Italia dalla Juve Stabia.

In mezzo al campo giostra Alessio Benedetti, prelevato dal Catanzaro, bravo nell’impostazione della manovra e a verticalizzare. Ai suoi lati ci sono Baldassin, ex Lumezzane, mezzala dotata di ottimi tempi di inserimento e Cenciarelli, giocatore bravo nell’interdizione ma abile anche a gestire la palla grazie al suo baricentro basso. Come alternative ci sono Di Paolantonio, all’occorrenza anche esterno offensivo, Zenuni, scuola Torino, e Checchin, prima parte di campionato a Brescia, giocatore di buona prestanza fisica e che dà muscoli e centimetri alla mediana.

Il punto di riferimento dell’attacco è Jefferson, brasiliano con tanta esperienza in Italia. È un centravanti strutturato che può fare sia la boa che agire come attaccante di manovra, e molto pericoloso in area di rigore. Sulla destra agisce Jari Vandeputte, 21enne belga autentica rivelazione di questa stagione. È estremamente rapido e ama puntare il suo diretto marcatore in velocità. Sul versante opposto c’è Elio Calderini, arrivato a Gennaio dal Foggia. Esterno atipico vista la sua struttura, bravo nel dribbling e capace di strappare in ogni momento della partita. Tra le alternative c’è Bismarck, classe ’98 scuola Chievo, attaccante moderno. Fisicamente straripante, può anche disimpegnarsi come esterno grazie alle sue doti atletiche. Poi De Sousa, prima punta di movimento che ama svariare su tutto il fronte offensivo, Mosti, scuola Juventus, che predilige agire dietro alle punte, e Mendez, brevilineo e molto veloce. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol