Focus sull’avversario: la Viterbese

Mettiamola così, molto meglio affrontarla adesso. La Viterbese Castrense di inizio campionato viaggiava infatti a ritmi frenetici: 5 vittorie e 4 pareggi nelle prime 9, due sole reti subite e tanta fama al portiere Iannarilli, tornato di moda sul web dopo il gol di spalla segnato con la maglia del Gubbio due anni fa. Poi qualche infortunio (l’ex Robur Celiento, Cruciani ma soprattutto Sforzini) e il brusco stop. Nelle ultime sette i gialloblu hanno incassato cinque sconfitte (incluso il recente 4-0 dall’Alessandria), un pari e una sola vittoria, contro la Pistoiese, che ha di fatto salvato la traballante panchina di Giovanni Cornacchini, scelto ad inizio stagione dall’esuberante Camilli per rimpiazzare il non confermato Nofri Onofri, vincitore di campionato e Poule scudetto. Non si è salvato invece il ds Vincenzo Minguzzi, esonerato la scorsa settimana. Al suo posto sarebbe in arrivo Ivano Pastore, ex dirigente di Rimini, Benevento, Trapani e Taranto. Viterbese in calo vistoso, quindi, ma attenzione Robur. I Leoni in casa hanno perso solo una volta, con l’Olbia, totalizzando 17 dei 23 punti totali fra le mura amiche.

Rosa – In porta c’è uno dei migliori della categoria, Antony Iannarilli. Classe ’90, lo scorso anno a Pistoia, divenne famoso per il gol del pareggio raggiunto con la maglia del Gubbio, in pieno recupero, ai danni del Grosseto. In difesa non ha saltato una partita Emilio Dierna, arrivato lo scorso anno dopo le esperienze a Poggibonsi, Arezzo e Ancona. Accanto a lui potrebbe recuperare il capitano, Stefano Scardala, classe ’81 al terzo anno a Viterbo, che si era infortunato con la Pistoiese ed è stato rimpiazzato da Marco Mallus, ex capitano dell’Ancona e fedelissimo di Cornacchini (con due presenze in A col Treviso). I terzini potrebbero essere due ex Robur: a destra Daniele Celiento, che ha sempre giocato quando arruolabile e l’anno scorso in bianconero realizzò 2 reti in 27 presenze. Nelle quattro partite in cui è stato infortunato, è stato rimpiazzato da Riccardo Pandolfi, attualmente ai box e riconfermato dopo l’ottima stagione in serie D. A sinistra potrebbe esserci Mickael Varutti, l’anno scorso a Rimini dopo le due promozioni con Pistoiese e Robur, anche se nelle ultime due è subentrato nella ripresa in corrispondenza del passaggio al 4-4-2. In pole c’è allora Federico Pacciardi, alla terza stagione in gialloblu.
Il play basso di centrocampo è il riconfermato 35enne Matias Cuffa, cinque anni in B con il Padova. Per il resto se la giocheranno Francesco Marano, nove volte titolare ma già a segno in sei occasioni (di cui tre al Renate e due alla Carrarese) e l'ex Teramo Diego Cenciarelli (tre stagioni coi Diavoli). Michal Cruciani, italo-canadese anche lui arrivato dall'Abruzzo e in gol lo scorso anno nel 3-3 all’Artemio Franchi, rientrerá con l'Arezzo e non sarà della partita. Occhio a Antonio Cardore, classe ’96 in prestito dall’Entella, schierato dal 1’ nelle ultime tre partite. Tra le alternative c’è anche Daniele Ansini, ’96 al secondo anno dopo il percorso nel settore giovanile della Fiorentina. La sorpresa potrebbe essere Joachim Mununga, belga di origini congolesi in arrivo da Israele, che ad Alessandria ha ricevuto la prima convocazione.
I trequartisti di ruolo sono i riconfermati Samuele Neglia, a quota 6 in campionato (più altri 19 gol nell’ultimo biennio) e Luca Belcastro, scuola Juventus. In avanti si sente la mancanza di Ferdinando Sforzini, l’anno scorso a Pavia ma negli ultimi dieci tra A (Bari e Pescara senza mai segnare) e B (80 reti, la metà a Grosseto ai tempi di Camilli). Giocherà allora uno tra Diop e Invernizzi (con Bernardo più indietro nelle gerarchie), a meno che Cornacchini non opti per la doppia punta. Abou Diop, dieci volte titolare e tre gol, è in prestito dal Torino col quale esordì in A nel 2012/2013. Da allora un anno e mezzo in B (Juve Stabia, Crotone, Ternana) e diciotto mesi in C (Matera, Lecce e Juve Stabia, totale 14 reti). Walter Invernizzi, uruguagio classe ’81, è alla prima esperienza nei professionisti ed è arrivato a Viterbo lo scorso dicembre dalla Sangiovannese, con la quale segnò un gol contro la Robur di Morgia.

Curiosità – La Viterbese Castrense deve il suo nome alla fusione nel 2013 con la Castrense, società di Grotta di Castro, un piccolo comune della provincia di Viterbo, e già di proprietà di Camilli. L’operazione gli ha consentito di superare il rischio di un ulteriore fallimento (già accaduto nel 2004) e di approdare quest’anno in Lega Pro dopo aver ereditato dalla Robur il tricolore sul petto per la vittoria della Poule scudetto. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol