Focus sull’avversario: la Sangiovannese

Le numerose sfide contro la Robur negli anni ’70 hanno contribuito ad acuire una rivalità sportiva che spesso ha sconfinato anche oltre il rettangolo di gioco. La Sangiovannese, tornata ad acquisire il nome storico dall’estate 2015 (per un periodo aveva assunto la denominazione ASD SanGiovanniValdarno, ndr), ha continuato a battagliare nel campionato di quarta serie in questi sei anni intercorsi dall’ultima sfida contro i bianconeri. Le evoluzioni di qualche stagione fa, tuttavia, stavano per far prendere una brutta piega al sodalizio valdarnese, che nei primi mesi della stagione 2016/17 si è ritrovato in acque piuttosto agitate. Tali problematiche sono sorte quando Lorenzo Grazi, presidente degli azzurri fino all’estate del 2016, decide di cedere la maggioranza delle quote societarie a Giuseppe Perpignano, personaggio già noto nel mondo del calcio per alcune vicende, non esattamente lusinghiere, che lo avevano portato alla ribalta sulle cronache nazionali (a Barletta ebbe anche un abboccamento con l’ex presidente bianconera Anna Durio). I primi mesi della sua gestione sono caratterizzati dal mancato pagamento degli stipendi, evento che mette subito in ginocchio la società. Fortunatamente, grazie all’intervento delle istituzioni cittadine e alla forzatura da parte dei calciatori, Perpignano firmerà poi la sua uscita di scena. Il club passerà definitivamente nelle mani di alcune persone del posto, su tutte Giovanni Serafini, già presidente della squadra di Futsal nonché attuale numero uno della Sangio, e Maurizio Minghi, presidente della Marzocco, società incaricata della gestione del settore giovanile azzurro; a supporto delle nuove forze societarie si affianca il Comitato Biancazzurro, un ente composto da appassionati e tifosi che garantisce un sostegno sia economico che di tipo organizzativo, a capo del quale vi è Marco Merli, di fatto presidente esecutivo del club. Nonostante l’ingresso del nuovo management, la stagione 2016/17 risulta purtroppo compromessa e la Sangiovannese cede al playout contro la Colligiana. Grazie al ripescaggio, tuttavia, i valdarnesi riescono a riprendersi la categoria che poi manterranno anche nelle stagioni seguenti.

Nell’ultima in ordine temporale, la Sangio ha in parte tratto beneficio della chiusura anticipata; al momento dello stop, infatti, la formazione azzurra si trovava al tredicesimo posto, due posizioni sopra la soglia che sanciva le retrocessioni in Eccellenza. Per il campionato attuale, la società azzurra ha scelto di affidare la panchina ad Agostino Iacobelli, nativo di Torre del Greco, con un passato da calciatore in Serie A con le maglie di Udinese e Cremonese, ma anche con la Robur i primi mesi della stagione 1992/93. In bianconero, il tecnico campano ha svolto anche il ruolo di vice di Vincenzo Guerini (annata 2001/02).

Non facile il compito assegnatogli dalla società aretina, che ha come obiettivo una salvezza anticipata con uno dei collettivi più giovani dell’intera categoria. Probabilmente, gli azzurri non potranno contare nemmeno sui più navigati Falomi (’85), attaccante con tanta esperienza tra C e D, e Surraco (’87), uruguaiano già visto in cadetteria con le maglie di Livorno e Ancona, entrambi non al meglio. La tegola più pesante è arrivata però domenica scorsa a Ostia, dopo l’infortunio che ha visto coinvolto il centrocampista Papi (’98), il quale rischia un lungo stop. Nel classico 4-3-3 del tecnico campano, troveranno quindi spazio tantissimi under. Da tenere d’occhio Campaner (’03), terzino scuola Samp, l’ala offensiva Gerardini (’00) e il mediano Ceccuzzi (’99), già due reti in campionato. Uno dei pochi ad alzare l’età media è Niccolò Rosseti (’90), già avversario della Robur ai tempi del Poggibonsi e della Lucchese e fratello maggiore dell’ex bianconero Lorenzo. Spazio anche al senese Barellini (’99), terzino abile su entrambi i versanti e all’occorrenza utilizzabile da mezzala. (Jacopo Fanetti)

Foto: Facebook Sangiovannese
Fonte: Fol