Focus sull’avversario: la Pianese

Cinque anni fa, quando Siena e Pianese si sono rincontrate da avversarie dopo tantissimo tempo, neanche il più inguaribile degli ottimisti avrebbe potuto immaginare che solo pochi anni dopo le due squadre bianconere si sarebbero sfidate nuovamente ma nell’emisfero dei professionisti. Perché quel Siena che al termine della stagione 2014/15 fu promosso in C sembrava lanciato verso altri palcoscenici, mentre pensare che una squadra rappresentante un comune di soli 4000 abitanti potesse arrivare a competere con realtà di categoria superiore rasentava a tratti l’utopistico. Invece a Piancastagnaio hanno saputo sognare in grande e, a differenza di chi è abituato a fare voli pindarici, alla fine sono cascati in piedi. E quello che all’inizio pareva essere solo un sogno ben presto si è trasformato in realtà. Il 5 Maggio è una data impressa nelle menti di molti appassionati di calcio: era il 2002 e lo scudetto si decise all’ultima giornata di campionato, piansero gli interisti, esultarono gli juventini. Esattamente diciassette anni dopo, il 5 Maggio rappresenta il giorno in cui si fa la storia: la Pianese espugna Forte dei Marmi battendo il Seravezza e conquista la sua prima storica promozione in Serie C, portando a compimento un’impresa degna di tale nome.

Una impresa resa possibile dal grande lavoro fatto dalla società, ormai consolidata in una categoria come la Serie D, che ha saputo crescere negli anni senza mai fare il passo più lungo della gamba. Grandi meriti al Presidente Maurizio Sani, emblema di una società ambiziosa e allo stesso tempo impeccabile sotto il profilo della puntualità. La grande sintonia con il diesse Vagaggini e con il tecnico Marco Masi, in sella dal 2017, ha portato la giusta dose di serenità ad una squadra che ha sempre mantenuto alta l’asticella delle ambizioni, così da potersi migliorare anno dopo anno. Per questa stagione la società ha voluto mantenere una intelaiatura consolidata del nucleo che lo scorso anno aveva vinto il campionato, sia per una questione di riconoscenza che per quanto fatto sul campo. E la squadra è partita col piede giusto, dimostrando di non aver nemmeno lontanamente pagato lo scotto del salto di categoria; il culmine è stato raggiunto proprio Sabato scorso, quando gli amiatini hanno fermato la corazzata Monza sul pari dopo aver comandato fino a pochi secondi dal termine della partita. Sicuramente il miglior viatico per presentarsi ad un derby dove la Robur avrà il suo bel da fare per avere la meglio dei conterranei. (Jacopo Fanetti)

Foto: La Nazione

Fonte: Fol