Focus sull’avversario: la Giana Erminio

Dopo il pari interno contro la Carrarese, la Robur andrà a far visita alla Giana Erminio, reduce dal turno di riposo. I biancocelesti, al quarto anno consecutivo tra i professionisti, stanno riuscendo nell’impresa di ricalcare la fantastica annata vissuta nella passata stagione, culminata col quinto posto finale alle spalle delle corazzate Cremonese, Alessandria, Livorno e Arezzo. I numeri sono dalla parte del sodalizio del patron Oreste Bamonte: nove vittorie, sette pareggi e altrettante sconfitte, col secondo miglior attacco (dietro solo al Livorno) di tutto il girone. La stagione, a dire il vero, non era cominciata sotto i migliori auspici: un pareggio e tre sconfitte nelle prime quattro giornate di campionato avevano fatto pensare ad una compagine che non poteva più contare sull’effetto sorpresa (per info chiedere al Siena) di squadra poco conosciuta nel raggruppamento toscano. Il momento difficile è terminato con la gara interna col Piacenza (vinta 4-3), e grazie anche al cambio di modulo ideato da Albè, la squadra ha recuperato le certezze svanite tornando anche a sviluppare le belle trame di gioco che avevano caratterizzato la passata stagione. Il mercato di Gennaio non ha visto sostanziali movimenti, anzi di fatto si è registrato un generale immobilismo nella finestra invernale come da prassi per la società di Gorgonzola. Ha fatto rumore l’addio con Alex Pinardi, anche se da un po’ di tempo i rapporti tra l’ex Cagliari e la proprietà si erano inaspriti. In entrata, invece, la società, in accordo con Albè, ha preferito non muoversi.

Il 67enne tecnico di Cassano d’Adda, dopo aver messo in soffitta il 3-4-1-2 che aveva fatto le fortune dei biancocelesti, schiererà i suoi con il collaudato 4-4-1-1. In porta Sanchez, da cinque anni a Gorgonzola, si giocherà il posto con Taliento, promettente portiere classe ’99 che ha fatto bene nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa. La difesa è pressochè intoccabile. A destra Perico, bravo in fase di spinta e pericolosissimo in zona gol (in rete anche nel 2-3 con cui la Robur di Scazzola si impose a Gorgonzola un anno fa) mentre sul lato sinistro c’è Foglio, ex Carrarese e Monza e con tanta B alle spalle. La coppia di centrali Bonalumi-Montesano si completa bene. Simone Bonalumi, che in estate aveva inizialmente lasciato per poi tornare sui suoi passi, è un difensore abile nell’impostazione e tecnicamente dotato, Andrea Montesano è forte in marcatura e buon colpitore.

Dopo l’addio di Pinardi le chiavi del centrocampo sono passate a Matteo Marotta, capitano che veste il biancoceleste sin dai tempi della Promozione. Al suo fianco Greselin, ’98 dotato di ottima tecnica a discapito della sua alta statura e con già 30 presenze in C nonostante la giovane età. Sulla fascia sinistra agisce Iovine, fluidificante molto bravo nell’inserimento che può giocare su entrambe le corsie. Sul versante destro Chiarello, dalla cui verve dipendono molte delle sortite offensive dei biancocelesti. Il classe ’93 predilige muoversi tra le linee come trequartista, posizione in cui l’anno scorso ha rappresentato uno spauracchio per molte difese, e svariando su tutto il fronte offensivo risulta imprevedibile. Come alternative, in mezzo Degeri (ex Pro Patria), tesserato dopo un periodo di prova dopo esser stato fermo un anno, sulle fasce Pinto, biancoceleste dai tempi della Promozione come Marotta, e Seck, classe ’98 in prestito dall’Atalanta.

Davanti Fabio Perna agirà da rifinitore. Già dieci marcature in campionato, fondamentale nella prima parte di stagione nel farsi carico del peso offensivo della squadra nei momenti più difficili. Il suo compagno di reparto è Sasà Bruno, 39 anni a Novembre ma con una forma fisica ancora invidiabile. Scaltro, rapido, letale in area di rigore, è in grado di fare reparto da solo a dispetto dell’età avanzata. Come alternativa Gullit, voluto fortemente l’anno scorso da Albè. Bravissimo nel muoversi alle spalle della difesa e nell’attaccare la profondità, da quando è rientrato dall’infortunio la squadra ne ha giovato, e i suoi ingressi a gara in corso possono far male. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol