Focus sull’avversario: il Renate

In A danno l’esempio Sassuolo, Chievo, Crotone e Empoli, in B il Cittadella e le retrocesse Frosinone e Carpi. In Lega Pro ci pensa (anche) il Renate a farsi spazio nel mondo dei grandi e sovvertire regole e principi darwiniani. Il paese ha poco più di 4000 anime, i tifosi allo stadio si contano sulle dita di quaranta mani e la società – colori sociali dell’Inter perché interisti erano i padri fondatori – conosce l’Eccellenza nel 1999, la D nel 2005 e i professionisti nel 2010. Da allora, arrivano sei comode salvezze e due semifinali playoff (ma dalla Seconda alla Prima Divisione). Il presidente onorario, Giancarlo Citterio, è entrato in società nel 1975. Il patron, Luigi Spreafico, è sponsor del Renate dal 1986 e numero 1 dal 1997. Il direttore generale è Massimo Crippa, ex Parma, Napoli e Torino cresciuto nel Meda, squadra che ospita le partite casalinghe dei nerazzurri, che fino all’anno scorso avevano in panchina Simone Boldini, scudettato col Milan da calciatore. Boldini, dopo 9 punti in 15 partite, è stato rimpiazzato da tale Giovanni Colella, che ha scalato la classifica con un gran girone di ritorno (saranno 34 punti in 19 partite). Via Colella e il ds Andrissi, ecco Luciano Foschi, ex tecnico di Alessandria, Reggiana, Ancona e Novara. Otto elementi confermati, qualche innesto mirato e via, il gioco è fatto. Il Renate è quinto in classifica e in casa ha collezionato 5 vittorie e 2 pari ed è ancora imbattuto. Sarà anche una piccola, ma coi numeri si è travestita decisamente da grande.

Formazione – Il portiere è Matteo Cincilla, che arriva da Savona ma aveva giocato il biennio precedente a Renate. Al centro della difesa Matteo Di Gennaro, cresciuto ad Ascoli e Parma e al terzo anno in Brianza, e il capitano Andrea Malgrati, arrivato nel gennaio 2014 e coi suoi 33 anni elemento più vecchio della squadra. I terzini sono Marco Anghileri, riconfermato anche lui ed ex Albinoleffe e Monza, e Diego Vannucci, arrivato da Savona. Le alternative in difesa sono l’esperto Dario Teso, che l’anno scorso qui faceva il titolare, Christian Mora, ‘97 in prestito dall’Atalanta e Alberto Schettino che arriva da Grosseto.
In mediana il regista è Nicola Pavan, classe ’93 ex Pavia e Real Vicenza. Mezz’ala destra sarà Antonio Palma, ’94 ex Como, Cittadella e Juve Stabia che l’anno scorso segnò l’unico gol con la maglia del Teramo contro la Robur, in quel pazzo 3-3 all’Artemio Franchi. A sinistra spazio a Jacopo Scaccabarozzi, che a Renate ci gioca da tre anni (10 reti in totale) dopo il biennio in D con l’Olginatese. L’alternativa è Giovanni Graziano, ’95 al secondo anno in prestito dal Torino, con il quale ha vinto il campionato di Primavera ed ha esordito in Europa League a Copenaghen.  
Nel tridente d’attacco Aiman Napoli ha giocato in B con Modena e Crotone; riconfermato e fresco di rinnovo fino al 2019, è a quota 3 segnature. Meno prolifico Luca Lavagnoli, che viene dalla D (Altovicentino) ma aveva già giocato in C con il Real Vicenza. Damien Florian è tornato lo scorso gennaio dando un notevole contributo alla salvezza, ma davanti non c’è storia: gioca Adriano Marzeglia, all’esordio nei professionisti da trentenne. Cresciuto nelle giovanili del Milan, si era perso per strada e nel 2011 giocava in Eccellenza. “Avevo una fortuna nei piedi, un contratto con il Milan e l'ho rovinato con la mia testa. Se devo definirmi, penso che 'sprecone' sia la definizione giusta" – disse in un’intervista a TLP. La svolta a Seregno (13 gol) nel 2014/15 e soprattutto Piacenza, catapultata in C grazie alle sue 22 reti. Adesso è già a quota 8 e non ha nessuna intenzione di fermarsi.

Curiosità – Il Renate non retrocede da 53 anni, ovvero dalla stagione 1962/63 quando lasciò la Prima Categoria. Da allora, ci sarebbero state due retrocessioni (1967-68 e 2006/07, in Serie D) ma furono annullate da altrettanti ripescaggi. (Giuseppe Ingrosso)

Probabile formazione (4-3-3): Cincilla; Anghileri, Di Gennaro, Malgrati, Vannucci; Palma, Pavan, Scaccabarozzi; Lavagnoli, Marzeglia, Napoli. All.: Foschi.

Fonte: Fol