Focus On: Pescara-Siena

Rimandando al fine settimana, segnatamente al Fedelissimo di Siena-Reggina, una riflessione generale sul campionato che attende la Robur,poniamo la lente d’ingrandimento sulla notturna dell’Adriatico, senza pensare tanto al risultato finale, al punto preso o ai punti persi, quanto agli ingredienti della prestazione.
Dando il giusto peso anche al momento storico della partita – primo impegno vero dopo la preparazione e tappa iniziale di una corsa lunghissima – la B ha mostrato subito gli elementi principali del suo repertorio recente: agonismo, quantità e numerosi errori. Da una parte e dall’altra, purtroppo.

Approccio alla gara
Per questione di sufficienza, oppure di timidezza, il Siena non è entrato in campo con le carte in regola per una pugna di cadetteria. Prima ancora dei motivi tecnico-tattici, tante partite vivranno di cattiveria agonistica: l’umiltà e un atteggiamento grintoso sono le uniche garanzie di reattività e precisione, necessarie per giocare in velocità e sviluppare di conseguenza le proprie trame. E’ l’aspetto che ha maggiormente deluso della trasferta abruzzese, ma è anche quello risolvibile in tempi più brevi: non è difficile ipotizzare che, in settimana, Conte spenderà molte parole sull’approccio alle gare; e che i tanti giocatori di categoria, superato l’imbarazzo iniziale, torneranno a recitare come la B richiede.

Gioco
“Un passo indietro nel nostro processo di crescita”, l’ha definito il tecnico nel post partita. E’ così, perché la Robur non ha ripetuto, sotto il profilo del gioco, quanto di buono aveva fatto intravedere. Ma anche in questo senso siamo ottimisti, perché il peccato originale resta il punto di cui sopra, che ha impedito alla squadra di essere lucida e soprattutto veloce. E la benzina per l’idea di calcio di Conte, che a noi piace molto, è proprio la velocità: di pensiero, di gambe e di giro palla. La squadra è costruita su misura per il sistema del tecnico pugliese, con giocatori offensivi in grado di esaltarne le caratteristiche, ma senza rapidità di movimento e di esecuzione la pistola è caricata ad acqua. Ci resta un dubbio sulla sostituzione dell’attaccante con un centrocampista. In un percorso di crescita ci può stare e ad oggi la comprendiamo, perché siamo ad agosto e la squadra non ha ancora le certezze necessarie per fare la voce grossa. Ma in prospettiva è un arretramento che non vorremmo vedere, e che probabilmente non vedremo, perché la mentalità da grande si costruisce anche dimostrando di non aver paura.

Individualità
Non è tempo di processi – atteggiamento che peraltro non ci appartiene, tanto meno alla prima giornata di campionato -, ma la sensazione è quella di una squadra costruita bene, che però manca di un paio di elementi purosangue per fare il salto di qualità e andare al canape col nerbo già alzato. A nostro avviso Perinetti ha lavorato in maniera eccelsa, risolvendo situazioni delicate in uscita e acquistando giocatori ideali per il 4-4-2 offensivo di Conte. Lo ha fatto anche spendendo poco, rispetto ad altre concorrenti e alle ambizioni di promozione immediata. La B si vince soprattutto con le idee chiare e con il gioco, dunque concordiamo con la direzione intrapresa dalla Robur, ma avendo fatto trenta sarebbe sciocco non fare trentuno, rischiando magari di compromettere l’intero lavoro. Come detto, restiamo convinti che il Siena abbia un allenatore e un organico all’altezza della competizione; con un paio di innesti potrebbe diventare una squadra fuori categoria, agevolando il compito del mister e degli stessi calciatori. Prendiamo l’esempio che ci fornisce il gol di Mastronunzio: un ‘animale’ di razza che, nell’unica chance che ha avuto, ha permesso alla squadra di trovarsi in vantaggio. Quando sei una favorita, la B si vince anche così: non meritando i tre punti, ma trovando la rete grazie alle qualità della propria rosa. Il Mastronunzio del centrocampo, per così dire, è capitan Vergassola, che ha intelligenza tattica e maturità per dare equilibrio in mediana, favorendo così le ali, l’inserimento dei giovani e il gioco di Carobbio. Avere un Mastronunzio o un Vergassola anche là dietro, che dia sicurezza a tutti i compagni, permetta a Rossettini di crescere con serenità e salvi la baracca nei momenti difficili, sarebbe davvero la ciliegina sulla torta. Per non lasciare nulla, ma proprio nulla, al caso. (Tommaso Refini)

Fonte: Fedelissimo Online