Flop tessera: solo 200 mila. Curve semivuote e pericolose

Solo duecentomila tessere del tifoso, abbonamenti in calo in serie A del 18%: la stagione del pallone inizia con le curve semivuote e spaccate (pericolosamente) al loro interno. La tessera per ora è stato un mezzo flop: a Inter (50.000) e Milan (220.000: Galliani l’aveva spedita a casa a tutti i simpatizzanti rossoneri…) che già avevano aderito, ora si sono aggiunti tutti gli altri club con un totale però che non supera le 200.000 tessere. Lo scorso anno gli abbonati erano stati 340.000: ora, a campagne concluse, la Lega di A stima di perderne 65-70.000. Vero che c’è anche la concorrenza tv, con la guerra degli sconti fra Sky e Mediaset Premium che contribuisce a svuotare gli stadi, brutti e pericolosi: ma la tessera del tifoso, novità di quest’anno, è stata gestita male dai club, che l’hanno subita come un’imposizione del Viminale, e solo ultimamente, e non tutti, cercano di venire incontro ai loro tifosi. Saranno pronti quindi i "varchi dedicati" per il 28-30 agosto? E le agevolazioni dove sono? Solo qualche club si avventura (Inter per prima) nell’iniziativa degli abbonamenti a rate. "Ma le tessere non sono così poche – spiegano dalla Lega – e ci sono club come Roma e Genoa in pieno recupero".

Di sicuro molte curve saranno semivuote, e molti ritengono la card del tutto inutile "Bastava l’abbonamento con la foto". All’ottimismo della Confindustria del pallone, più preoccupata forse per il contratto collettivo, non corrisponde altrettanta fiducia

da parte del Viminale. "Freddissima partecipazione, non è ancora passato il messaggio che la tessera del tifoso è un servizio e non una schedatura", è il segnale che arriva dal Ministero dell’Interno. Con la convinzione che i "legami fra alcuni club e gli ultrà non siano mai stati risolti". Ma il ministro Roberto Maroni ha voluto la tessera obbligatoria (per gli abbonamenti e per le trasferte nel settore ospiti) da questa stagione e allora si va avanti lo stesso, sapendo benissimo che questa sarà "un’annata laboratorio", quindi ad alto rischio. Presto sarà pronto anche il sistema informativo: si saprà così con certezza chi potrà mettere piede in uno stadio (circa 5000 tifosi, al momento, ne sono esclusi) mentre sta per nascere il "pool interforze" voluto da Antonio Manganelli, capo della polizia, per capire dove ci sono infiltrazioni criminali in curva.

Segnali di chiara preoccupazione. Chi non ha la tessera avrà grossi problemi soprattutto in trasferta (finendo magari mischiato con i tifosi avversari…) e il pericolo vero, spiegano dal Viminale, può arrivare soprattutto dai "cani sciolti", ora che molti capi ultrà hanno perso potere (e business). Ci sono curve spaccate fra loro, fra chi ha in tasca la tessera e chi, per convinzione o per ideologia, l’ha sempre rifiutata. "Ma noi siamo pronti", garantiscono dal Viminale. Non sarà comunque un’annata facile e i primi segnali, nelle amichevoli, lasciano poco tranquilli. Gli arbitri, assicura Marcello Nicchi, faranno comunque la loro parte: "Stroncando la violenza in campo, che porta ad altra violenza sugli spalti". Basterà? (Fulvio Bianchi) Fonte: Repubblica