Flessibilità. E’ la parola che emerge dopo il test della Robur a una settimana dall’inizio del ritiro. Chiaro, siamo alla primissima pagina di un capitolo da scrivere e gli spunti arrivati nella gremita tribunetta del Bertoni vanno presi con le pinze, ma a catturare l’attenzione di questa prima sgambata è la malleabilità di una rosa “costruita per diversi sistemi, perché nel calcio di oggi bisogna essere flessibili”, per usare le parole di Gill Voria.
Flessibilità, dicevamo, a partire dal modulo. Voria ha provato difesa a 3 e centrocampo a 4 da un lato, difesa a 4 e centrocampo a 3 dall’altro, lasciando tre giocatori offensivi (a volte quattro, vista la propensione delle mezzali). Nella prima uscita ha insistito fortemente sul far giocare assieme Andolfi e Rossetti davanti a un trequartista (Sabelli o Nardi), lasciando invece l’altro tridente molto più leggero (Lipari e Ciofi col 2008 Periccioli prima; Lipari, Nardi e Mastalli poi).
Ma la duttilità si è vista molto anche nei singoli giocatori, cominciando dai nuovi. Sabelli ha coperto tutti i ruoli di centrocampo, Cecconi si può spostare sulla linea difensiva come fosse una sagoma del biliardino, Rossetti lega con qualunque compagno d’attacco e non disdegna di occupare anche spazi lontani dall’area di rigore. Poi ci sono i calciatori dell’anno scorso, da Zanoni a Mastalli, da Nardi fino a Conti che nella ripresa Voria ha proposto mediano in un centrocampo a tre.
L’ottimo inserimento dei nuovi, la determinazione dei “vecchi” e l’entusiasmo dei più giovani (hanno preso parte al test anche i 2009 Rovetini e Zazzi della Juniores) hanno spinto il pubblico ad applaudire alla fine della partitella. Tra i presenti anche gli ex Giulio Pelati e Tommaso Ghinassi, direttore sportivo del San Donato Tavarnelle, la squadra che il 23 agosto chiuderà il giro di amichevoli del Siena. Manca ancora un mese, e c’è tutto il tempo per fare le cose per bene. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
