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Firenze: “Siena tappa importante della mia carriera. Ho trovato una città e persone meravigliose”

«Con Vittorio abbiamo condiviso, anche se per poco tempo, l’esperienza di Novara. Era un ragazzo di prospettiva, infatti mi fa un po’ strano vederlo in una categoria che non gli appartiene anche se in una piazza importante come Siena. Auguro a lui e alla Robur di ritrovare presto altri palcoscenici, perché oggettivamente l’Eccellenza non fa per nessuno dei due». L’altro ospite collegato a distanza durante la diciottesima puntata di “Al Club con la Robur” era Marco Firenze, che come Sbraga aveva vissuto con Pagani l’esperienza di Novara. L’ex centrocampista bianconero, autore di 3 reti e 2 assist nella prima parte della stagione 2016/17, ha poi ripercorso la sua breve avventura con la maglia della Robur: «Ero molto felice di essere arrivato a Siena, in una piazza importante con giocatori del calibro di Marotta, Mendicino e Stankevicius. Devo ringraziare mister Colella, un giorno in ritiro mi disse: puoi diventare una buonissima mezzala. Io inizialmente non ero molto convinto, ma in realtà ha avuto ragione lui».

Nel finale di 2016 Scazzola subentrò a Colella e nel mercato invernale Firenze si trasferì alla Paganese. «Dopo il cambio di allenatore non andammo d’accordo e, conoscendo le abilità di Grassadonia, decisi di fare una scelta un po’ particolare, quella di passare da Siena a Pagani. Ricevetti delle telefonate – ricorda l’ex bianconero, oggi in forza al Messina in Serie C – in cui mi dissero: “tu sei matto”. Poi però realizzai 9 gol in tre mesi che mi permisero di fare il salto in B e rimanerci stabilmente per qualche anno. Colella ha avuto ragione perché i miei migliori anni li ho fatti in quel ruolo. Siena la ritengo quindi una tappa importante della mia carriera. Adesso mi fa strano vederla in Eccellenza, queste sono cose del calcio che non riesco a capire. Un mio ritorno? Sarebbe bello rivedersi in futuro. A parte il discorso calcio, avevo trovato una città e delle persone meravigliose. Siena è una città magica dove si vive non bene, di più. In futuro non si sa mai». (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol