Firenze di nome, non di fatto

Il nome di Firenze sulla maglia del Siena. Sarebbe considerato un oltraggio se solo non si trattasse di un giocatore che, effettivamente, di cognome fa proprio Firenze. Un po’ come se la Roma annunciasse l’ingaggio di tale Massimo Lazio. I tifosi si rivolterebbero, magari impedendo al nuovo acquisto di vestire la casacca giallorossa.

A Firenze (la città) i giocatori li “degobbizzano” se hanno un passato nella Juve. A Siena, invece, nessuno ha pensato finora di "depurare" Firenze (il giocatore). Marco, ligure come la proprietà e di tre anni più grande di Federico Trani, è stato uno dei primi innesti dell’era Durio. Il suo pedigree parlava di un attaccante estroso: seconda punta, esterno oppure trequartista. Capace, in teoria, di vedere bene la porta, anche se in carriera, prima della firma con la Robur, aveva segnato solo fra i dilettanti.

Dopo i primi giorni di lavoro a Castel del Piano, ecco quella che Colella ha definito “la possibile svolta per la sua carriera. Può diventare una grande mezzala”, disse il mister dopo l’amichevole di Cesena. Da quel giorno, però, Firenze ha dovuto attendere oltre un mese per l’esordio in campionato. E la prima svolta l’ha data alla classifica della Robur, fornendo l’assist a Marotta nel 2-1 di Prato, primo successo stagionale del Siena. “Firenze non si rende conto di quanto è forte”, lo elogiò Colella dopo quel match.

Sul campo della Racing Roma, due settimane dopo, il primo gol fra i professionisti con tanto di pianto liberatorio. Ad Alessandria resta in panchina ed entra nel finale, quando il Moccagatta è già immerso nella nebbia. Con Viterbese (coppa) e Carrarese altre due ottime prestazioni prima del rosso di Cremona dalla panchina. Due settimane ai box e di nuovo titolare contro la Lucchese. Dove corteggia due volte il vantaggio e su punizione rianima (inutilmente) la Robur dopo il raddoppio rossonero.

La storia del calcio è piena di ruoli reinventati, anche in una fase avanzata della carriera. Accadde a Boniperti, da capocannoniere della Serie A a interno di centrocampo alla soglia dei 30 anni. Poi Pirlo, Marchionni e Verratti, solo per restare nell’orbita degli spostamenti di ruolo in qualche modo simili a quello di Marco Firenze. Il numero 23 bianconero è una mezzala atipica, che con la Lucchese ha fatto da raccordo tra centrocampo e attacco chiudendo nel tridente offensivo al fianco di Bunino e Marotta. Per Colella un’opzione in più nel ventaglio delle scelte, forse l’intuizione più efficace dal suo arrivo a Siena. È ancora presto per parlare di svolta nella carriera di Firenze. La svolta, però, Marco Firenze può darla alla Robur. E allora sarà più facile non fare caso a quel nome sulla maglia. (Giovanni Marrucci)

Fonte: Il Fedelissimo