FINITA L’ERA DE LUCA: SOGNO, REALTA’, MITO

Per valutare il significato che la gestione De Luca ha assunto nella centenaria storia del Siena Calcio, basterebbe leggere i titoli che tutti oggi dedicano allo scioglimento del Consiglio di Amministrazione guidato dall’ingegner Paolo: “La fine di un’era”, “Finisce un’era” e via di questo passo.

Qualcuno ha parlato forse di periodo, di momento, di stagioni? No, tutti, anche coloro che magari non hanno mai particolarmente apprezzato il Presidente, lo hanno dovuto omaggiare con l’unico termine che può riassumere i sei anni della gestione De Luca: “era”, cioè, come spiega il vocabolario: “periodo storico contrassegnato da importanti avvenimenti”, ovvero “data dalla quale si iniziano a contare gli anni”.

E non è un po’ così per ciascuno di noi, innamorati a vita della Robur? Siamo sinceri: dopo l’esaltante conquista della serie B a conclusione di un’attesa durata mezzo secolo, l’avventura nella serie cadetta stava terminando in modo avvilente. Chi avrebbe scommesso una lira, in quel freddo inverno, sulla salvezza del Siena?

Poi arrivo lo sconosciuto, per noi, ingegner Paolo De Luca da Napoli e lo scrigno dei tesori si spalancò. Ribadiamolo ancora una volta: la riconoscenza per gli altissimi traguardi conseguiti dal Siena di De Luca assolutamente non deve ridimensionare un secolo di splendida epopea bianconera trascorso a lottare fieramente sui campi di tutta Italia. Ne ha rappresentato il prezioso coronamento, l’astro più brillante in un cielo a tratti tormentato ma pur sempre acceso da qualche stella. I freddi comunicati stampa dicono poco: “Si è tenuto l’ultimo cda della gestione De Luca”. Sembra nulla, un evento burocratico e invece stasera il cuore di ogni tifoso della Robur si gonfia di emozione, gli occhi corrono a tanti meravigliosi ricordi, alla notte di Genova, al ritorno al “Franchi” acceso di fuochi, alla prima partita in serie A…

Verrebbe voglia di abbracciarli tutti, sì, i protagonisti della Lucida Follia, iniziando dal buon Don Rutilo chiamato d’un tratto a testimoniare la carità cristiana all’interno di quel Consiglio di Amministrazione dove spumeggiava la fresca bellezza di Selvaggia De Luca e persino Maurizio Boldrini e Fulvio Muzzi sembravano giganti.  Non è vero che quell’era ha chiuso i battenti ieri. E’ semplicemente passata dallo stato di sogno magicamente trasformatosi in realtà alla perenne dimensione del Mito. Saranno molte le storie da raccontare ai figli e ai nipoti: parleranno di un uomo generoso e battagliero che per sciogliere un voto di gratitudine verso la nostra città seppe realizzare il supremo desiderio di ogni tifoso del Siena. Un uomo che tanto dette e tanto ne riottenne, in termini di affetto e amore della gente.  “Era” è anche il nome di una dea e bella come una dea ci appare questa notte che misteriosa e trepida ci trasporta verso il futuro della Robur. Perché stasera sappiamo cosa raccontare e nonostante tutto, via, è una gran bella favola che continua! (r.b.)

fonte: siena club fedelissimi