FINIAMOLA QUI

In momenti come questi qualsiasi parola rischia di essere fraintesa soprattutto se, come purtroppo accade, si utilizzano mezzi alternativi – al più logico confronto diretto-  per esprimere concetti o esternare certi malumori. Dispiace che, davanti alle innumerevoli dimostrazioni di attaccamento fornite dai tifosi tutti, la società creda di non godere dell’apprezzamento degli stessi e di essere vittime di una sorta di rigetto che in realtà non c’è. Il Presidente Fabrizi, a cui rinnoviamo la nostra totale stima, è chiamato ad un compito difficile dovendo trainare verso la normalizzazione una società nuova, nei concetti interni e nei rapporti verso l’esterno, e in questo vogliamo tranquillizzarlo: nessuno di noi rifiuterà la collaborazione , o peggio ancora, ostacolerà il nuovo cammino intrapreso.

Ciò non vuol dire che i tifosi, spettatori paganti di un evento sportivo, non debbano ricorrere al loro diritto di critica così come è legittimo il diritto di replica, a patto che prenda la giusta direzione evitando di abbattersi nel mucchio. Quello che pensano i Fedelissimi, giusto o sbagliato che sia, viene espresso attraverso il sito, Il Fedelissimo o i comunicati stampa e di questo, solo di questo, rispondiamo. Per questo non abbiamo ritenuto adeguato il termine “cogestione” utilizzato da Fabrizi, in risposta ad una domanda postagli nel corso di una trasmissione televisiva, che sottolineava lo scarso appeal tra “tifo organizzato” e la nuova società. Ricordiamo a tutti che quando il Presidente De Luca trasferì la sede sociale a Napoli l’unica voce dissenziente fu quella del Siena Club Fedelissimi che scrisse una lettera alla FIGC e alla Lega Calcio denunciando una evidente violazione delle carte federali. E la sede ritornò a Siena.

Questa è stata l’unica volta che abbiamo affrontato un argomento diverso dall’aspetto agonistico. Ma perché accade tutto ciò? Siamo convinti che alla base di tutto ci sia una carenza di comunicazione associata ad una scarsa conoscenza della realtà senese di sponda bianconera. La Robur, e lo ripetiamo per l’ennesima volta, non è solo una squadra di calcio, è un bene comune in cui tutti si sentono proprietari di un pezzettino. Nessuno vuole mettere bocca sulla conduzione o sugli indirizzi, ci mancherebbe visto che poi non siamo noi a risponderne, ma tutti vorremmo sentirci partecipi, nel bene e nel male, e non sentirsi solo un numero di abbonamento o di biglietto. Certe dinamiche e situazioni che potrebbero sfociare in equivoci,  si possono solo capire se c’è un’adeguata comunicazione, cosa che nel Siena è carente, non in termini di disponibilità, ma di metodi. Ricorrendo ai tanti abusati capponi di Renzo, riteniamo che in questo momento ci si debba concentrare sull’aspetto sportivo vero e proprio e, in quest’ ottica, riteniamo chiuso e archiviato l’argomento. Tranquillizziamo, oltre che il Presidente Fabrizi, anche l’AD Stronati: i tifosi del Siena vogliono solo il bene della Società e tutti remano, salvo forse poche eccezioni fisiologiche, verso la stessa parte. (Nicnat)

Fonte: Fedelissimi