Finale play off: il trionfo del Novara

 

Il risultato più giusto, quello più prevedibile. Sul terzo gradino per la A sale il grande gruppo di Tesser, alla seconda promozione consecutiva. Dopo cinquantacinque anni si rinnovano le epiche gesta del leggendario Silvio Piola, che ha trovato emuli, fatte le debite proporzioni, in Gonzalez, Bertani, Rigoni, Motta e anche nel nostro ex Rubino. Cede all’ultimo il Padova di Dal Canto, che dopo la sfortunata gara dell’andata si complica la vita con l’espulsione di Cesar in apertura, cui fa seguito la rete di Gonzalez. Il giovane tecnico veneto si chiederà per tutta la vita, e come lui i tifosi biancorossi, come sarebbe andata se non avesse richiamato in panchina il talentuoso El Shaarawy, già decisivo con il Varese, unico elemento in grado di bilanciare le individualità dei piemontesi. Nel finale non basta l’orgoglio del Padova e Rigoni, promessa juventina finalmente sbocciata con molte primavere di ritardo, suggella in contropiede dopo che con analoga azione Renzetti si era mangiato il pari davanti a Ujkani. Novara in A con struttura societaria seria e ambiziosa, non solo centro sportivo e campo sintetico, anche se sono in uscita il Direttore sportivo Sensibile e Gonzalez. Rivincita per Tesser, che la A l’aveva solo assaggiata in passato con alcuni esoneri lampo. Onore al Padova, trovatosi ad inseguire un sogno inatteso. El Shaarawy a parte, inseguito da mezza Europa, se non cambia molto può giocarsela la prossima stagione.

 

Scontato anche l’epilogo dei play out, con l’amara e inquietante retrocessione del Piacenza. Cacia e compagni reagiscono all’uno-due iniziale dell’Albinoleffe (Girasole approfitta di una dormita della difesa ospite e Grossi infila dalla distanza) grazie al capitano goleador, che segna dal dischetto, e a Graffiedi. Non vanno oltre nei minuti finali e completano il disastro. Il presidente Garilli, che ricorda con nostalgia gli anni d’oro della A, non intende iscrivere la squadra al prossimo torneo in polemica per il mancato accoglimento della richiesta di posticipare i play out. Non era meglio fare prima una bella strigliata ai suoi, autori di un campionato da montagne russe, con successi imprevedibili e tracolli sconcertanti? E Madonna, mai messo in discussione? La piazza non merita atteggiamenti tafazziani, tanto più che incombe la cosiddetta giustizia sportiva.

 

E ora, dopo 470 partite, inclusa la spettacolare ancorchè inutile appendice che ha ribadito i verdetti della classifica, è tutto finito? Come dire: l’ennesimo scandalo si rivelerà solo chiacchiere e condizionali o riscriverà le classifiche? In fondo il grande Barnum pallonaro è concepito per non staccare mai e prolungare il suo effetto ipnotico su tutti noi. (Paolo Soave)

Fonte: Fedelissimo Online