Ferranti: “La Robur una squadra che può dare soddisfazioni”

Negli anni '70 è stato uno dei punti fermi del Siena che bazzicava tra la D e C. Erano altri tempi, era un altro calcio e un'altra Robur, quella nel cui attacco c'era Emilio Ferranti. Rimasto legato ai colori bianconeri, l'ex calciatore era presente tra gli spalti del 'Voltini' di Crema per assistere all'incontro tra la Pergolettese e i toscani. Intervistato da Il Fedelissimo Online, l'ex Empoli e Piacenza ha espresso i suoi pareri sulla compagine guidata da Alessandro Dal Canto.

Che impressione le ha fatto questa Robur Siena?

“L'ho visto molto bene. Ha avuto un netto predominio territoriale, anche se nel primo tempo aveva creato poco. Ha avuto buon ritmo e nella ripresa ha fatto molto di più con Romboli che ha fatto due discrete parate. Ho visto una buona squadra contro una Pergolettese che veniva da un periodo poco felice e obbligata a fare risultato, per loro è stata una giornata negativa. Inoltre mercoledì non sono riusciti a vincere lo scontro salvezza contro la Giana Erminio”.

I lombardi hanno cercato di pungere in contropiede, sbattendo però sul muro eretto dalla difesa.

“E' una squadra che sa giocare da dietro con i propri difensori. Oltre alla prestanza fisica ho notato la buona dose tecnica. I padroni di casa hanno avuto una sola occasione, sulla cui Confente ha fatto una grande parata. Ho apprezzato molto Gerli, tanti palloni giocati e pochissimi errori”.

Da ex attaccante viene logico chiederle che impressione le abbiano fatto quelli bianconeri.

“Mi ha fatto una buonissima impressione. Si sono mossi bene, anche se nel primo tempo hanno avuto qualche problema nel concretizzare le occasioni. Tentare di sorprendere in contropiede difensori esperti come Coly o Canini non è facile, loro hanno gestito al meglio le situazioni. Presi in velocità hanno invece subìto qualcosa in più. La Pergolettese non ha espresso tutte le sue capacità in un momento così particolare, però la Robur mi è sembrata una squadra che può dare soddisfazioni”.

Quella a Crema è stata la quinta vittoria in trasferta su altrettante partite.

“Ho visto che hanno vinto anche il derby con la Pianese, c'è una contentezza generale in questo momento. Sono risultati che danno fiducia, d'altronde vincere aiuta a vincere”.

C'è un attaccante tra quelli della Robur che le somiglia per caratteristiche tecniche o modo di giocare?

“Ero un attaccante atipico. Sono sempre stato uno messosi sempre al servizio degli altri, le punte vere e proprie stavano bene con me. A me stava bene perché potevo fare il mio gioco: raccordo, corsa e liberare spazio per gli attaccanti del Siena di quel tempo. Ho una preferenza per le punte di movimento, quelle che giocano qualche metro indietro e magari segnano meno. In carriera mi sono comunque tolto delle soddisfazioni anche a livello di reti, ma guardo più a quei calciatori che fanno del lavoro oscuro”.

Com'è cambiato il ruolo dell'attaccante nel corso di questi anni?

“Parecchio è cambiato, senz'altro in fatto di intensità. Qualcuno dice che si giovava meglio prima, ma è pur vero che si andava con una velocità inferiore. Per noi c'erano altre difficoltà, ad esempio dovevamo tenere conto di superare, oltre che il diretto marcatore, il libero. Oggi si predilige la forza fisica, una volta vinto un contrasto nel calcio moderno puoi trovarti davanti la porta. Facendo parte di un settore giovanile di una squadra del cremonese ho notato che i ragazzi rispetto a 30-40 anni fa sono più sviluppati. L'evoluzione fisica, con l'innalzamento di una decina di centimetri sulle medie di altezza, ha avuto una sua influenza anche sul ruolo dell'attaccante”.

Adesso l'aspettiamo al 'Rastrello'.

“Verrò senz'altro! Sinceramente avevo un po' di timore nel venire, nelle due volte precedenti non avevo portato bene. Dopo la vittoria a cui ho assistito dal vivo contro la Pergolettese mi sento più sicuro, d'altronde un po' di scaramanzia bisogna sempre metterla”.

(Giacomo Principato)

Fonte: FOL