Felipe: «Avete visto? Mica sono bollito»

Gli davano del bollito, dell’ex giocatore. Firenze è così: perdona poco e appiccica etichette. Felipe, difensore brasiliano di Guaratingueta (San Paolo), portato in Italia dall’Udinese nel 2001 e acquistato (per 9 milioni) dalla Fiorentina nel 2010, trovava conforto soltanto nella famiglia, nella moglie Caterina Gobetti, che d’estate aiuta nel lavoro di wedding planner. «Scarico piatti e bicchieri, sistemo le tovaglie ai matrimoni. Insomma, il nostro futuro è assicurato: ai primi di dicembre apriremo anche un negozio a Udine. La aiuterò, ma mi ha garantito che quest’estate in Brasile andiamo. Non torno a casa da tre anni e mezzo».
Intanto, però, è «tornato» giocatore. A Siena. Tutti la incensano e domenica a Parma è stato il migliore. «Gioco nel mio ruolo e sto bene in questo gruppo. Sento la fiducia ed è l’unica cosa di cui avevo bisogno. Cosmi, che avevo avuto con l’Udinese, mi ha fatto sentire importante, e il direttore Antonelli, che conobbi a Udine, mi ha voluto qui. Sicuramente non ero bollito. E a Lecce, nell’unica partita importante e decisiva giocata con la Fiorentina nel torneo scorso, l’avevo fatto capire».
I suoi rapporti con l’ex d.s. viola Corvino non erano idilliaci, ma anche gli allenatori non le hanno dato la fiducia che si aspettava. «Inizialmente Prandelli sì, ma non mi faceva giocare nel mio ruolo. Io sono un difensore centrale, giocavo esterno nella difesa a quattro. Poi c’è stato il rifiuto di Bologna, determinato dal fatto che non mi è piaciuto il modo in cui fu portata avanti la trattativa, e sono stato accantonato. Delio Rossi alla fine mi ha preso di nuovo in considerazione».
Ora però la Fiorentina è il passato. C’è Siena. «Ho un altro anno di contratto con la Fiorentina, a Siena sono in prestito. Ma qui sarebbe bello restare, soprattutto se riuscissimo a centrare la salvezza. Sono fiducioso, la squadra è buona, gioca discretamente e lotta sempre. Poi domenica dovrebbe tornare Rosina».

Fonte: Gazzetta dello Sport