Favori agli ultrà: multa all’Atalanta

Dopo due anni e mezzo di istruttoria, anche la Prefettura di Bergamo è arrivata alla stessa conclusione della Questura: nel 2010 l’Atalanta favorì un gruppo di ultrà contrari alla tessera del tifoso nell’acquisto di biglietti di curva Pisani e, per questo motivo, è stata multata di 66 mila euro (un terzo della sanzione massima). La società, difesa dall’avvocato Roberto Bruni, adesso ha trenta giorni di tempo per presentare ricorso al Tribunale civile («lo faremo sicuramente»). 

Biglietti di curva La vicenda risale a oltre tre anni fa, durante il campionato di Serie B, poi vinto dai nerazzurri. Per riempire lo stadio, il presidente Antonio Percassi – fresco di nomina – decise di applicare prezzi scontati agli abbonamenti, con il risultato che rimasero appena 409 posti di curva. Nelle prime partite molti ultrà non riuscirono a entrare allo stadio e se ne lamentarono con la società. Secondo le indagini della Questura, furono gli stessi tifosi a trovare due ricevitorie compiacenti (una a Bergamo e una a Ponte San Pietro) disponibili a stampare i biglietti un giorno prima della normale vendita. Omar Valenti, responsabile della biglietteria, confermò che verso la fine di agosto 2010 venne «chiamato nell’ufficio di Spagnolo (l’allora direttore generale, ndr ) dove erano presenti anche il presidente Antonio Percassi e il consigliere Fratus. Gli stessi mi dissero che bisognava riservare circa 400 biglietti restanti ai tifosi ultrà. Io mi rifiutai perché la responsabilità non me la sarei presa (…) Nei giorni successivi venivo informato da Spagnolo che, per aggirare il problema, aveva individuato, tramite i tifosi, due ricevitorie disponibili al rilascio di 300 biglietti da riservare agli ultrà, da emettere il giorno precedente a quello previsto per l’inizio della vendita». E utilizzando liste prestampate di nomi compilate dagli stessi ultrà. 
La difesa L’Atalanta sostiene che «la legge che si ritiene violata fa riferimento a facilitazioni economiche e non logistiche, come in questo caso, visto che le due ricevitorie avevano problemi a vendere i biglietti il martedì a causa del Lotto. La società diede indicazione che la vendita fosse aperta a tutti». Ma questo non avvenne, perché nei comunicati del club non si precisava che in quelle ricevitorie la vendita era anticipata. Infatti, ad accaparrarsi i tagliandi erano quasi sempre le stesse persone. 

Fonte: La Gazzetta dello Sport