È ancora fresco l’addio al calcio professionistico di Alessandro Favalli. L’ex difensore bianconero, che ha fatto una scelta di vita scendendo in Eccellenza al Carpenedolo concentrandosi su un nuovo lavoro legato alla sua laurea in Scienze Motorie, ha rilasciato un’intervista a Gazzetta di Siena raccontando i motivi alla base della sua decisione e ripercorrendo i suoi due anni in bianconero:
Professionismo – “La scelta di lasciare il professionismo è stata ponderata, maturata dall’incontro con i pessimi personaggi con i quali abbiamo avuto a che fare nell’ultimo anno a Siena che, oltre ad aver danneggiato noi calciatori, hanno privato la città di un campionato di livello. A questo aggiungo le regole che favoriscono i giovani, anche se immeritevoli, soprattutto nel mio ruolo; selezionando per età piuttosto che per qualità, viene meno la meritocrazia e con lei la mia voglia di far parte di questo sistema. Inoltre la mia famiglia non mi avrebbe più seguito se mi fossi allontanato da casa. Ho rifiutato offerte di squadre lontane e avrei anche potuto aspettare il mercato invernale ma quello che è successo a Siena mi ha tolto l’entusiasmo di proseguire come professionista. Grazie alla laurea che ho conseguito nel periodo in cui ero a Siena ho trovato subito lavoro come istruttore in una palestra”.
Addio a Siena – “Siena è stata una delle città in cui mi sono trovato meglio, speravo di chiuderci la carriera avendo ancora altri 2 anni di contratto. Lasciare per colpa di questi ‘personaggi’ mi ha fatto male; eravamo un gruppo affiatato, in una città bellissima con tifosi che ci amavano. C’erano i presupposti per far bene invece il gruppo di Montanari ha rovinato tutto”.
Ricordi – “Non mi piace giudicarmi ma dai riscontri avuti dopo il mio addio al professionismo e dai tanti messaggi ricevuti da Siena credo di aver fatto qualcosa di buono e aver lasciato un bel ricordo. Questa è la mia soddisfazione più grande e porterò sempre Siena nel cuore”.
Stagione 2021/22 – “Esonerare Gilardino fu un errore, è un bravo allenatore e sta dimostrando le sue qualità nella massima serie. Quando ci comunicarono il suo esonero la squadra rimase scioccata. Eravamo nella zona alta della classifica e stavamo lavorando bene, gli allenatori che sono arrivati dopo hanno trovato una situazione societaria difficile e non mi sento di riversare su di loro le colpe di un campionato complicato, soprattutto fuori dal campo. Lo scorso anno poi è arrivato Pagliuca, un allenatore che sa mettere in campo la squadra ma incapace di gestire lo spogliatoio”.
Pagliuca – “Dopo la sconfitta contro la Lucchese, sua ex squadra, negli spogliatoi accadde la stessa cosa che oggi lo ha portato ad essere squalificato. Lui è un allenatore capace tecnicamente ma cade sempre nell’errore di aggredire i propri giocatori”.
Gol a Pesaro – “Quella partita la ricorderò per sempre. La mattina, in ritiro, arrivò la notizia della morte di mia nonna. Mister Negro mi lasciò libero di rientrare a casa ma io volli scendere in campo per aiutare lui e la squadra. Quel pomeriggio segnai un gol e, girandomi verso la panchina, vidi il mister corrermi incontro ad abbracciarmi, è un immagine bellissima che conservo nella memoria. È un uomo straordinario che ha cercato di trasmetterci serenità in un momento societario complicatissimo. Ci ha aiutati tanto anche lo scorso anno quando allenava la Primavera, sono infatti sorpreso e dispiaciuto che questo nuovo Siena si sia fatto scappare una professionista del genere. Mi fa piacere che i tifosi del mio Siena abbiano comunque una squadra da sostenere, anche se in un campionato inferiore. Mando i miei saluti ad una città che mi ha voluto bene e spero di venire presto a trovarvi”.
Fonte: Fol
