Fateci capire…….

Da qualsiasi ottica si guardi, la classifica del Siena è deficitaria, molto preoccupante. In termini di punti è sotto gli occhi di tutti, ma se approfondiamo l’analisi e andiamo a vedere il percorso che ci ha portato a mettere insieme il misero bottino di tre punti (nove in realtà, ma non conta!) il dato che emerge è ancora più preoccupante.

Si, perché otto dei nove punti sono stati conquistati nelle prime cinque partite e solo uno nelle successive cinque.

Se la squadra e il tecnico sono stati bravi ad annullare in breve tempo l’handicap iniziale, altrettanto non si può dire per quanto riguarda la seconda parte di questo primo quarto della stagione. La squadra ha perso sicurezza, idee e, visto l’esito mortifero di molti calci piazzati, anche la necessaria concentrazione.

Capirne i motivi non è facile, e sicuramente non spetta a noi, ma che la situazione stia precipitando è sotto gli occhi di tutti.

Abbiamo sempre sostenuto che per giudicare le possibilità di una squadra sono necessarie almeno dieci partite. Non è un dogma, ma una considerazione dettata dalla lunga esperienza maturata negli anni. In questo caso, però, non riusciamo a catalogare la squadra guidata da Serse Cosmi

Che squadra è questo Siena 2012-2013? Quali potenzialità reali ha? È una squadra “scarsa” che inizialmente è riuscita con l’impegno e la determinazione a mascherare i propri limiti o è una squadra “normale” che ha nelle corde le possibilità di centrare la salvezza ma che ha subito un’involuzione tanto inspiegabile quanto preoccupante?

È ovvio che, a seconda della validità delle due ipotesi, le responsabilità prendono direzioni diverse, ma comunque ben delineate.

Non vogliamo intavolare un processo, non serve a niente, ma nemmeno subire ancora umiliazioni come quelle di Cagliari e quello che chiediamo sono risposte certe, anche dolorose se ritenute necessarie.

Il riferimento non è all’allenatore, o almeno non solo all’allenatore che in fin dei conti allena quei giocatori che la società gli mette a disposizione. Cosmi c’entra poco, la verità è che quella che sembrava una campagna acquisti positiva non è tale per qualche giocatore che sta rendendo al di sotto delle proprie possibilità o perché sopravalutato o per altri motivi che sfuggono alla nostra conoscenza. Che manchi una punta di peso e affidabile è ormai assodato (e questo si sapeva anche prima del 31 di agosto, perché non provvedere?!), ma anche il centrocampo ha dimostrato dei limiti che non ci aspettavamo. D’Agostino tra infortuni e scelte tecniche è ai margini, Mannini non ha saputo approfittare delle occasioni offertogli, Coppola non ha giocato un minuto, Ribair dopo un inizio promettente è fermo ai box e il povero, grande, Capitano è costretto a scendere in campo senza poter tirare il fiato. Nemmeno avesse vent’anni.

Un quadro sicuramente parziale il nostro, ma non molto lontano dalla realtà e se questo è o almeno si avvicina, dobbiamo fare il possibile per arrivare alla finestra invernale del calcio mercato senza aver perso le speranze. Al momento spetta alla società, all’allenatore e ai giocatori, a cui non mancherà mai il nostro sostegno, il compito di limitare i danni. Poi, se non sarà troppo tardi come auspichiamo, spetterà alla società, al presidente Mezzaroma in primis, disegnare il proprio futuro. Il nostro futuro. Per la cronaca oggi c’è il Genoa, verrebbe da dire una partita da vincere in tutti i modi, ma non lo facciamo, sarebbero solo parole scontate. Quello che vorremmo sono i fatti, quelli che alla fine contano davvero. Il tempo delle parole è già finito. (Nicnat)

Da Il Fedelissimo in distribuzione domenica