“Quando sono arrivato non c’era nulla. Ma avevo voglia di tornare a respirare l’aria dello spogliatoio. Subito promossi in D, il difficile viene ora: puntiamo ai playoff. Sono orgoglioso del settore giovanile rifondato da zero. Ora abbiamo oltre 100 ragazzi”. È il passaggio sulla Robur della lunga intervista rilasciata oggi dal direttore generale Simone Farina a La Gazzetta dello Sport, intervista che verte soprattutto sull’episodio che lo proiettò su tutti i giornali: il 26 settembre 2011 un suo ex compagno, Alessandro Zamperini, tentò di coinvolgerlo in una combine; lui il giorno dopo denunciò tutto in Procura contribuendo a scoperchiare l’ennesimo scandalo del calcio italiano. “Non mi sono mai pentito – spiega il dg bianconero – certo, mi avevano offerto più soldi (200mila euro, ndr) di quelli che guadagnavo in un anno. Ma io avevo un sogno, fare il calciatore: c’ero riuscito con fatica e sacrificio, arrivando in B a 29 anni dopo tanti infortuni. Ero felice. Perché mai avrei dovuto tradire il mio sport?”.
Dopo quell’episodio Farina si è sentito isolato, “come se avessi commesso io l’illecito. Poi per fortuna ho incontrato Abodi: mi ha sdoganato”. Adesso “c’è molta più consapevolezza dei rischi e dei comportamenti da evitare – prosegue – sul tema integrità l’Italia sta lavorando bene ed è un percorso iniziato tanti anni fa con Abodi in B. Andammo nei ritiri nelle 20 squadre per spiegare come denunciare qualunque comportamento sospetto. L’omertà era un tema reale, la squalifica per omessa denuncia quasi vista come il minore dei mali. Un ragazzo oggi ha molti più strumenti per non cadere in tentazione”.
Anche con i ragazzi del settore giovanile del Siena, gli chiede il giornalista Francesco Ceniti, farà prevenzione? “Certo, con le parole e facendo vedere gli atteggiamenti giusti. Abbiamo organizzato progetti con le scuole, andiamo a parlarne anche nelle aziende. Oggi vanno di moda i docu-film, le serie tv. Quello che è accaduto può essere da monito per i ragazzi, ma non solo. Sono a disposizione…”.
Fonte: Fol
