Farelli: «Per me è il giorno più triste»

Avrebbe meritato di scende e in campo molte più volte, anche se pur da secondo portiere il suo apporto non l'ha mai fatto mancare. Simone Farelli, romano ma senese di adozione, è sicuramente tra i volti più tristi della giornata. «Sono arrivato a Siena nel 1998, ero un ragazzino e col tempo e g i anni ho visto crescere questa società, ne ho vissuto a tifoso la sua ascesa dai campi della serie C ai palcoscenici più gloriosi della massima serie nazionale. 0ggi (ieri, ndr) per me è il giorno più triste della mia carriera».

Quando sei tornato alla Robur, quattro anni fa, ti saresti aspettato di vi ere tutto questo?
«Era tutto diverso. Il Siena ne 2010 era il top della serie B, era una società che veniva da sette anni di serie A, era organizzata ai massimi livelli. Per noi è stato un anno duro e bellissimo per lo straordinario gruppo che si era creato. Ci siamo decurtati tutti lo stipendio per aiutare la società e ci fu detto che con questo gesto e il paracadute dal a A sarebbe stata una stagione più tranquilla. Non è stato così».

Da dove, secondo te, potrà ripartire il nuovo Siena?
«Da una società che stavolta sia solida, da dirigenti seri, da giocatori motivati che indossino con onore una maglia gloriosa, specie per la serie D, se così sarà».

Per ripartire occorrerebbero persone che vogliano davvero bene al Siena, come Stefano Osti ad esempio.
«Lui ha sempre seguito la Robur da tifoso prima e poi da dipendente e dirigente. Ma anche tutti quelli che hanno lavorato con il cuore, senza prendere per mesi lo stipendio».

Infine due ricordi, uno brutto ed un bello.
«Quello più brutto è la giornata odierna. Il bello? La promozione in A ed il mio esordio con la maglia del la Robur nella massima serie».

Fonte: La Nazione