Fai rumore

Un testo e una canzone, quella di Diodato che, come poche altre si adatta alla situazione attuale che circonda la Robur. Solo un grande silenzio che amareggia i tifosi e che apre scenari, più o meno credibili. E’ inutile addentrarsi in previsioni, qualsiasi esse siano, si tratterebbe solo di un esercizio dialettico di nessun valore e qualsiasi valutazione potrebbe rivelarsi infondata. E’ strano il comportamento di questa proprietà che dopo essersi presentata con dichiarazioni, proclami e progetti, ora non solo non si pronuncia sull’immediato futuro, ma ha addirittura alzato un muro verso l’esterno, non sentendo il dovere di informare i tifosi sulla prossima stagione. Le società di calcio sono aziende particolari, ci sono passioni in gioco, c’è una storia, una maglia che meritano rispetto e che richiedono una maggiore sensibilità da chi ne è proprietario, ma non ne sarà mai il padrone. Ogni tifoso, dal più conosciuto al più defilato, si sente proprietario di una parte della Robur. Non è una proprietà materiale, ma affettiva, nata e coltivata sui gradoni del Rastrello, seguita in tutti i campi d’Italia, costellata da successi e sconfitte, ma sempre accanto a quei colori che fanno ormai parte di noi. Il silenzio non ha senso, il silenzio fa stare male, il silenzio è inaccettabile, alza muri, crea paure e crea isolamento e alla lunga si trasforma in una mancanza di rispetto. Questo non lo possiamo proprio accettare.

“Ma fai rumore, sì

Ché non lo posso sopportare

Questo silenzio innaturale

Tra me e te”

(NN)

Fonte: FOL