FAGGIANO E PIGNOTTI: UNA PASSIONE CHIAMATA CALCIO

 

Due cammini diversi hanno portato Daniele Faggiano, attuale dirigente degli osservatori della Robur, e Nazario Pignotti, il team manager bianconero, a frequentare il corso per direttore sportivo brillantemente superato da entrambi. Diverso anche il motivo per cui i due hanno preso la qualifica: Faggiano, spinto da una grande passione per il calcio, vuole seguire le orme del ‘grande maestro’ Perinetti. Pignotti vuole continuare a svolgere quello che sta facendo da tre anni a questa parte. Il titolo appena conseguito è l’unica certificazione che qualifica il ‘mestiere’ di team manager. 

“Ho sempre avuto una grande passione per il calcio – ha spiegato Daniele Faggiano -. Ho iniziato a fare il procuratore a 21-22 anni: frequentavo l’Isef e lì ho conosciuto un signore che si preoccupava di sistemare gli studenti fuori sede. Io indirizzavo a lui i giocatori, così, senza ritorni economici, perché mi piaceva. Giorno dopo giorno, amicizia dopo amicizia, mi sono fatto capitare l’occasione giusta e a 24 anni e mezzo ho iniziato a fare il direttore sportivo. Nel Manduria, una squadra giovane dal quale poi sono venuti fuori giocatori come Tedesco e Lollini. Poi sono andato al Brindisi, per tornare al Manduria. Da lì sono passato al Grottaglie e successivamente al Noicattaro”. E proprio al Noicattaro la svolta. “Per la prima volta, io che sono leccese, mi trovavo a fare il diesse in una società della provincia di Bari – ha sorriso Faggiano -. E la mia strada si è incrociata con quella di Giorgio Perinetti. Abbiamo portato a termine l’operazione Caputo. Non so quanti avrebbero corso il rischio, come ha fatto Giorgio, di puntare su un ragazzo che neanche aveva mai giocato in un settore giovanile professionistico ma che si era distinto solo tra i dilettanti…”. Da lì le strade non si sono più separate. “Giorgio un maestro – ha detto Faggiano -? Chiamarlo maestro è riduttivo. A questa domanda rispondo così: non sono stato fortunato, ma fortunatissimo”. “Il primo insegnamento che mi ha dato – ha proseguito – è il rispettare sempre tutto e tutti. Oltre il calcio e la professione. Credo che la grande disponibilità di Perinetti, il suo farsi trovare sempre reperibile, ne sia una grande dimostrazione. E poi è uno di quelli che ha nella testa solo il lavoro”. Ogni scelta, nella vita, comporta delle rinunce. “Quello che facciamo – ha sottolineato -, ci fa a anche trascurare gli affetti personali e la vita privata. Non ci sono feste che tengono: a Natale, per esempio, devi già pensare al mercato di gennaio… Io sì, sono pronto anche a questo, perché mi spinge una grande passione. I soldi contano, fanno piacere, ma se fai questa professione solo per il ritorno economico duri poco. Per fare il direttore sportivo, che è anche un direttore generale, amministrativo e uno psicologo, devi viaggiare ad alti ritmi e puoi reggere solo se lo fai davvero con convinzione”. Faggiano ha affrontato anche il discorso Robur, impegnata domenica e mercoledì nella doppia trasferta di Torino e Vicenza. “Non parlo della squadra – ha dichiarato -, parla il campo per me. Dico però che per ottenere il traguardo della serie A, che vogliamo fortemente, dobbiamo stare tutti vicini ai ragazzi. Non dobbiamo mollare mai. Le prossime due partite sono come tutte le altre, quello di mercoledì non è che un turno infrasettimanale. Dovremo dettare il nostro gioco, giocare come sappiamo. E che tutto vada come deve andare”.

“Sono felicissimo di aver superato il corso – ha dichiarato Nazario Pignotti -, ci tenevo: era un passo che dovevo compiere per continuare a fare il team manager, ruolo che quotidianamente cerco di ricoprire nel migliore dei modi e che spero di poter continuare a fare ancora per tanto tempo. Spero, perché nella vita non si sa mai”. Sorride Pignotti, perché sa bene quanto il destino sia imprevedibile… “Non avrei mai pensato di diventare team manager – ha ammesso -, volevo continuare a giocare (difensore, Pignotti ha giocato per lo più in serie D e in serie C, fino ad arrivare in serie B con la maglia del Catania, con cui ha collezionato 7 presenze ndr). Invece poi è capitata questa occasione e l’ho presa al volo. E’ stata davvero una bella sorpresa”. E’ arrivato a Siena con Lombardi-Stronati presidente e di quell’era è l’unico superstite. L’enorme disponibilità, il sorriso e la professionalità, gli hanno permesso di resistere allo scossone. “Colgo l’occasione per ringraziare l’attuale società che mi ha concesso l’opportunità di dimostrare quello che so fare – le parole di Pignotti -, il direttore e tutta la gente con cui mi relaziono ogni giorno, i tifosi, i senesi che incontro per strada… Sono stato accolto benissimo in questa città e il rapporto non è mai mutato. Credo che di me siano stati apprezzati il lavoro e il carattere, la mia disponibilità, il mio essere sempre trasparente”. Fare il giocatore lo ha aiutato nella vita di spogliatoio, perché certe dinamiche interne può capirle solo chi gioca. Per la parte relativa alla scrivania ci ha pensato qualcun altro… “Ho avuto la fortuna di incontrare Stefano Osti – ha detto Nazario -, credo che nel campo sia uno tra i migliori in Italia. E’ molto preparato e mi ha dato una grande mano. Con lui mi confronto quotidianamente, per mettere il mister e i ragazzi nelle migliori condizioni possibili”. Nel momento più difficile della storia recente bianconera il ruolo di Pignotti si è trasformato: da team manager a ‘tuttofare’. “Non cambierei mai l’attuale situazione con quella dell’anno scorso – ha scosso la testa -, anche se professionalmente avevo più visibilità. Ho imparato tanto ma avere punti di riferimento societari è tutta un’altra cosa. Ho vissuto male la passata stagione perché voglio bene al Siena e sono felice solo se le cose vanno bene. I miei momenti più belli sono i momenti più belli vissuti dalla squadra e dalla gente”. Non è il momento dei saluti ma… “Non si può sapere quello che ha in serbo il destino – ha concluso Pignotti -, il mio desiderio sarebbe continuare ancora tanto tempo. Comunque vada, mi porterò dentro questa esperienza, unica e irripetibile”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line