Fabio Cannoni: “Noi siamo sempre stati il Siena”

La partita può essere paragonata, almeno per quanto riguarda la parte bianconera, ad una inserzione nella pagina annunci di un quotidiano: “AAA Cercasi tiro nello specchio della porta” che conferma anche al Porta Elisa la sterilità della squadra senese. Un’attenuante è certamente derivata dalla inferiorità numerica negli ultimi 20 minuti di gara ma certamente non giustifica i primi 70 minuti nei quali il portiere della Lucchese è apparso come uno spettatore non pagante; ben diversa invece la prestazione di Montipò, certamente il migliore dei suoi, autore di brillanti interventi, di cui uno veramente decisivo nel finale.
La squadra ha dimostrato anche a Lucca la propria affidabilità in fase difensiva ma ha palesato ancora una volta delle grosse difficoltà di impostazione affidando prevalentemente le sue manovre alla parte sinistra del campo dando modo ai rossoneri di controllare abbastanza bene le rare occasioni create dai senesi. Inoltre c’è da rimarcare che molte ingenuità commesse da alcuni giocatori, autori di falli abbastanza inutili, hanno consentito ai rossoneri di usufruire di molti calci piazzati pericolosi per la difesa senese.
Le poche occasioni di divertimento al Porta Elisa sono derivate principalmente dalla perfetta professionalità e pignoleria dello speaker dello stadio che, oltre a rivelarci prima della partita la storia completa del Siena, ha dimostrato di meritare il paragone con un vecchio annunciatore dell’Istituto Luce o del cronista della Settimana Incom, una sorta di Tg che precedeva gli spettacoli cinematografici.
Altra singolarità è stata quella di sentire insultare individualmente alcune Contrade, tra le quali posso annoverare orgogliosamente anche la mia, cosa mai udita in precedenza nella mia storia di tifoso. Concludo questa mia prima parte con una famosa frase nota a tutti i Senesi: “Speriamo sia presto, disse il barbiere”.
Passando alla seconda parte del commento quella dedicata al “Mi ricordo che” si può dire che, a mia memoria, non ci sono particolari precedenti tra noi e il Rimini se si esclude l’incontro della scorsa primavera, sotto un caldo tremendo, valevole per il primo turno della poule scudetto e vinto dalla compagine bianconera.
Concedetemi, invece, una riflessione su un incitamento che a gran voce da vari settori dello stadio viene indirizzato ai giocatori bianconeri durante la gara: “NOI SIAMO IL SIENA”. Dal tono della voce e dell’atteggiamento sembra, a mio avviso, un riferimento a quando la Società bianconera militava in campionati ben più importanti senza tenere presente che NOI SIAMO SEMPRE STATI IL SIENA. Lo siamo stati a San Siro, all’Olimpico, allo Juventus Stadium, al Comunale di Firenze ma lo siamo stati anche a Voghera, Stradella, Sesto San Giovanni, Palazzolo, Baracca Lugo, Orbetello, a Roma con Almas e Casalotti, a Francavilla, a Nola e, per finire questo breve mio parziale giro d’Italia, anche a Maglie contro il Casarano e a Rende.
Cosa vuol dire quindi questa breve riflessione? Semplicemente che l’amore verso le maglie bianconere, che io spero prima o poi tornino a strisce, non deve essere collegato al relativo campionato ma dobbiamo ricordarci che NOI SIAMO STATI, SIAMO E SAREMO SEMPRE IL SIENA.
Scusate questo breve sfogo e alla prossima
Fabio Cannoni 

Fonte: Robur Siena