Fabio Cannoni:””E’ il momento dell’entusiasmo Basta polemiche e invettive”

Da storico tifoso del Siena, sin da quando avevo i pantaloncini corti, mi ha fatto enorme piacere la nomina a membro del consiglio di amministrazione della Robur, anche e soprattutto perché sul mio nome c'è stata un' ampia convergenza che mi ha dato forza e coraggio per affrontare questa avventura che non sarà certo facile. Con grande umiltà e consapevolezza, mi accingo a svolgere un compito che definisco rilevante in quanto sia sul fronte societario sia sul fronte della tifoseria si sono create situazioni delicate che necessitano di essere approfondite e spiegate.

Personalmente, a scanso di equivoci, so perfettamente che il mio ruolo non potrà essere paragonato a quello di un consigliere in quota maggioranza o minoranza, ma sarò un semplice uditore che farà da raccordo tra la società e la tifoseria e viceversa. Non potrò certo votare bilanci, non potrò disquisire sul mercato, non potrò indirizzare le linee guida di un programma e tantomeno potrò conoscere in anteprima ingaggi, cessioni o aumenti di capitale perché è giusto che siano i soci a farlo (loro hanno investito capitali). Ma so esattamente che la società mi ha chiamato perché in ogni modo ha a cuore la vicinanza e l'opinione della tifoseria ed io per questo mi impegnerò con tutto me stesso. Da questo punto di vista il mio intento è quello di essere il garante soprattutto di quella tifoseria silenziosa, che non appare sul giornale o nei siti internet, quella che va allo stadio, ma non fa parte dei club organizzati. I club d'altronde hanno una linea diretta con la società, non hanno certo bisogno di me per far sentire la loro voce. Ecco, per tutti quei tifosi che amano il Siena, ci soffrono, si emozionano, si esaltano, io sarò il rappresentante e cercherò di attivarmi quotidianamente per portare all'attenzione della società i problemi più urgenti. Già su questo fronte qualcosa abbiamo fatto, come attivarsi subito per la tessera del tifoso che già permette di snellire alcune procedure burocratiche. Nelle mie intenzioni c'è anche il progetto di rendere la società bianconera a dimensione del tifoso ovvero una società aperta, che non deve nascondere niente. Negli incontri che ho già avuto con i dirigenti della Robur ho detto che sarà sempre più importante parlare, dire le cose come stanno, di essere chiari, anche nel caso in cui certe situazioni non dovessero andar bene. Faccio un esempio sul mancato rinnovo dei giocatori campioni d'Italia: non nascondiamoci dietro ad un sasso, se si è trattato di una questione economica, basta dirlo che la società non poteva, se è stata tecnica basta dirlo che la società cercava giovani o con qualità superiore o maggiore esperienza rispetto agli altri. Di fronte ad una comunicazione così aperta e franca, magari si possono fare riflessioni o capire dinamiche che altrimenti rimarrebbero nascoste generando malumori come accaduto anche ora in alcuni settori del tifo. Questo pensiero mi permette di tornare sul momento di divisione della tifoseria. Non è una bella circostanza anche perché un ambiente diviso genera insofferenze, dissapori e anche inquietudini. I giocatori invece si aspetterebbero entusiasmo, gioia, allegria, un altro tipo di condizione per una società che ha vinto lo scudetto e che in un solo anno è ritornata nei professionisti. Sono sempre stato convinto che una tifoseria unita riesce a dare un contributo enorme alla squadra, c'è bisogno quindi di ritornare ad una dimensione equilibrata e di collaborazione. Io non mi ritengo un 'criticone' e nemmeno prendo per vero tutto quello che mi viene detto, però è prematuro condannare in questo momento mettendo all'indice un dirigente che ha vinto un campionato, uno scudetto e che si è anche dimostrato una figura che porta bene ai colori del Siena visto che la prima volta che è arrivato qui, Antonio Ponte ha vinto il campionato ed ha fatto il bis la seconda volta che è tornato. E' il momento di aspettare, di non farsi prendere la mano da facili impulsi, di fare proclami né negativi né entusiasmanti. Serve ritrovare un rapporto sereno, armonioso, che sia certamente attento e vigile, ma pieno di fervore e trasporto che ha sempre caratterizzato la tifoseria del Siena. E' il campo che parla, sono i risultati, aspettiamo e diamo fiducia alla società.

Concludo sottolineando che ritengo un valore assoluto il rapporto tra la Robur ed il tessuto sociale senese, in particolare le contrade. Se tutti i giocatori ed allenatori che sono stati qui ricordano Siena in ogni occasione e salutano nostalgicamente la città e la sua gente, vuol dire che questi rapporti e questi legami sono stati veri, profondi. Per questo mi attiverò seriamente affinchè anche in questo inverno la Robur Siena sia presente a cene nelle varie contrade e alle iniziative con la tifoseria per unire ancora di più la maglia alla città e far sentire i bianconeri gente di casa nostra.

Rappresentante dei tifosi nel cda Robur Siena

Fonte: Corriere di Siena