Ettore Mendicino: “Sono capitato in stagioni difficili e gestite male anche da me”.

E’ andata come è andata. Ettore Mendicino, però, serba bei ricordi della sua avventura in bianconero. Soprattutto «per i rapporti stretti e ma spezzati» nelle due mezze stagioni, complicate, vissute all’ombra di San Domenico. Della parentesi Arezzo, invece, ne ha meno di bei ricordi nel cassetto.  

E adesso che è a Cosenza, a vedere la Robur lassù… Che effetto le fa? 
«Eh, da una parte mi dispiace. Nella vita bisogna sempre essere nel posto giusto al momento giusto e per me, a Siena, non è stato così. Sono capitato in due stagioni difficili, gestite male anche da me: il primo anno, per esempio, sarei dovuto rimanere, ma non stavo bene. Nel secondo siamo partiti in ritardo, è stato cambiato allenatore in un momento delicato, non abbiamo potuto spiccare il volo. Quando sono andato via eravamo se non sbaglio a 3-4 punti dai play off. Se pensiamo che nel girone di ritorno ho fatto 7 gol e Firenze 9… Si vede doveva andare così». 

Crede che quello passato sia stato un anno di rodaggio? 
«Diciamo che magari è servito per non commettere di nuovo certi errori. Adesso c’è stabilità. La squadra ha fatto passi avanti, l’allenatore è stato centrato: Mignani conosce la piazza, è ben voluto. Il campo poi parla da solo, non si è così in alto per caso. Forse manca un po’ di esperienza e la flessione dell’ultimo periodo è probabilmente figlia di questo. Ma il parco giocatori è di livello e, maturando, può davvero puntare alla B». 

Come vede il derby?
«Difficile. Quando ci sono problemi societari, una squadra o si stringe o si sfascia. E, per quanto non conosca bene la situazione dell’Arezzo, mi sembra che gli amaranto abbiano reagito bene. Ma la Robur è squadra solida, deve avere fiducia e proseguire nel suo percorso». 

Sente ancora i suoi compagni? 
«Ma certo, qualche giorno fa Iapichino e Marotta, con Terigi e Guerri il rapporto è stretto. Sbraga è un amico, abbiamo giocato insieme alla Salernitana. Ma sento anche Vaira e Dolci. Ci siamo lasciati bene». 

Come va a Cosenza?
«Non come mi aspettavo. L’anno scorso, da quando sono arrivato, è stata una grande cavalcata, finita alla semifinale dei play off con il Pordenone davanti a 14mila persone. Poi la squadra è stata riformata, il cambio di allenatore ha portato giusto qualche punto. Il tifo si è affievolito e il ko domenica nel derby con il Catanzaro è stata una batosta. Ma il campionato è lungo e abbiamo tutto il tempo per recuperare».  (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione