Esperienza e attacco esplosivo: la rosa dell’Arezzo nel dettaglio

I difensori Milesi, Masciangelo e Sabatino più il giovane portiere Garbinesi. Sono gli unici superstiti dello scorso campionato dell’Arezzo di Ferretti, che con l’arrivo del ds Gemmi ha chiuso il ciclo Capuano e aperto l’era di Sottili, allenatore toscano che ha portato pochi mesi fa il Bassano ai playoff e ha condotto nel 2015 la Pistoiese ad una sofferta salvezza dopo l’esonero di Lucarelli. Gemmi ha costruito una squadra esperta con un enorme potenziale offensivo (non a caso ha già il miglior attacco) abilmente sfruttato dal 4-2-3-1. Benassi, De Feudis, Grossi e Moscardelli sono giocatori di altra categoria. Se la difesa troverà solidità, l’Arezzo potrà candidarsi tranquillamente per i primi posti del girone.

La rosa dell'Arezzo:

Porta – Il numero uno è una garanzia assoluta. Massimiliano Benassi, 34 anni, ex San Gimignano e Poggibonsi, 30 presenze in A col Lecce prima di scendere con i salentini in terza serie a seguito del calcioscommesse. Per lui è un ritorno, visto che già due anni fa aveva difeso i pali dell’Arezzo. Benassi, cresciuto nel settore giovanile del Siena, sei mesi fa era vicinissimo alla Robur, poi la trattativa è saltata e il club ha virato su Bacci. Completano il reparto Daniele Borra, di proprietà Entella, e Lorenzo Garbinesi, ’97 con alle spalle sei mesi in prestito nell’ultimo A.C. Siena.  

Difesa – Luca Milesi è alla seconda stagione all’Arezzo, che ha rinnovato il prestito con l’Atalanta, dove è cresciuto. Vanta anche 8 presenze in B con la Pro Vercelli. Alex Sirri arriva da un triennio all’Alessandria e ha già segnato una doppietta in Coppa Italia, Zach Muscat, nazionale maltese, l’anno scorso all’Akragas era la sua prima esperienza italiana. Chiude il reparto dei centrali Matteo Solini, ex Reggiana, Real Vicenza e Renate; arriva dal Chievo. A sinistra le prime due partite le ha giocate Edoardo Masciangelo, classe ‘96 e al secondo anno, ma rientrerà dalla squalifica Sergio Sabatino, che era il titolare da quando è arrivato nello scorso mercato di gennaio. Più facile a destra: giocherà Alessio Luciani, titolarissimo negli ultimi due anni a Monopoli e Gubbio, mentre la riserva è Ibrahimi Ba, senegalese classe ‘98.   

Centrocampo – L’elemento più esperto probabilmente non partirà nell’undici titolare. Stiamo parlando di Giuseppe De Feudis, 33 anni, la scorsa stagione col Lecce e appena due anni fa in A col Cesena. Al suo posto Mattia Corradi, lo scorso anno al Cuneo dopo un quadriennio all’Albinoleffe. Sta diventando imprescindibile l’altro elemento nella mediana, Fabio Foglia, che lo scorso anno realizzò una tripletta al Siena (6 reti stagionali) con la maglia della Maceratese. Le alternative in mezzo sono Pape Demba, senegalese classe ‘97 di proprietà Atalanta, e Niccolò Rosseti, aretino come il suo fratello Lorenzo (ex Siena e adesso in Svizzera nel Lugano). L’anno scorso si è diviso tra Lucchese e Viareggio, per lui una parentesi anche nel Poggibonsi.

Attacco – I trequartisti, anche se poi svariano volentieri sulle fasce, sono Paolo Grossi Horacio Erpen. Il primo ha esordito in serie A con la Robur (17 presenze e una rete, a Parma). Il secondo alla Robur ha segnato lo scorso anno, quando era in forza alla Carrarese (7 reti). E’ alla sua terza esperienza in amaranto. Gli esterni alti del 4-2-3-1 sono Kevin Arthur Yamga, l’anno scorso miglior realizzatore della Robur, Pietro Arcidiacono, lo scorso anno 6 reti tra Juve Stabia e Foggia (ne aveva fatti 9 l’anno prima a Martina Franca), Enrico Bearzotti, classe ‘96 in prestito dal Verona, alla sua seconda esperienza nei pro dopo Padova, e Eugenio D’Ursi, l’anno precedente 5 reti nell’Aversa Normanna in D. Tanta qualità anche davanti. Davide Moscardelli, che arriva da Lecce come Benassi e De Feudis, ha segnato in Salento ben 24 reti in due stagioni dopo aver toccato la A con Chievo e Bologna. L’altra boa proviene dal Pescara: Alessandro Polidori, classe ‘92, in rete contro la Robur da due anni consecutivi. Ci riuscì con la Virtus Flaminia e soprattutto col Rimini, con una doppietta che poi valse la salvezza, pur inutile per via del fallimento dei romagnoli. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte. Fol