Esclusiva Il Fedelissimo- Vassallo: voglio arrivare in serie A, con la maglia della Robur sarebbe il massimo!

Nomen omen: “Un giocatore al servizio della maglia”, l’assist è perfetto, accidenti, quasi come quello per Bunino qualche giorno fa. Quando uno di cognome fa Vassallo, d’altra parte, va così. Francesco, però, è davvero uno di quelli che non si risparmia. Una mezzala dinamica e di personalità. Che non le manda a dire dietro (neanche fuori dal campo). Generosa, caparbia e ambiziosa: si è posto un traguardo, quando aveva quattro anni, e ci vuole arrivare. Magari proprio con la maglia della Robur, di cui ora è al servizio.

Renate-Siena: un buon punto quello guadagnato a Meda?

“Lo è alla luce del primo tempo: lo abbiamo regalato agli avversari, una fortuna che non abbiano capitalizzato. Nella ripresa siamo venuti fuori e abbiamo reagito bene allo svantaggio, fino alla rete dell’1-1. Già altre volte, soprattutto in trasferta, ci è successo di giocare due partite in una: siamo come un puglie, che deve prendere un pugno per svegliarsi. Dobbiamo lavorare sulla mentalità, perché non sempre può andarci bene. Dobbiamo imparare a scendere in campo più convinti”. 

La classifica rispecchia quindi il valore della Robur?

“No, questo no. Siamo una buona squadra, lo dico davvero. Ci meriteremmo di stare più in alto. A questo punto del campionato la graduatoria inizia a essere delineata, in generale, ma alla nostra manca qualche lunghezza, considerate le reali potenzialità dell’organico”.

Il gol dell’1-1 è anche merito tuo…

“Ho visto Cristian e gli ho dato una bella palla, sono contento. Ma sinceramente è stato bravo Grillo a far partire l’azione”.

Come non nominare Grillo…

“Va beh… Questa la sapevi: con Paolo ho stretto da subito un ottimo rapporto. Ci legano le origini, è palermitano come me, siamo diventati ottimi amici”.

Ecco, Palermo: è lì che hai mosso i primi passi: sulle orme di…?

“Ho iniziato, a quattro anni, nel campo della parrocchia di quartiere. Quando giocavo in una squadra locale mi ha notato il Palermo. Ho fatto tutte le giovanili in rosanero, poi sono passato al Foligno, al Sud Tirol, fino alle due stagioni alla Pistoiese, prima dell’approdo a Siena. Potrei dire Vieira, ma a me è sempre piaciuto Nocerino. Era il Palermo degli anni d’oro…”.

Tifoso rosanero quindi?

“Sì, ma con il tempo e la lontananza la passione è diminuita”.

Quest’anno non benissimo…

“Malissimo, direi: retrocessione quasi sicura, se la giocano con Pescara, Crotone ed Empoli”.

La tua, di stagione, invece?

“Sono contento di essere a Siena, l’ambente è ottimo, il gruppo è ottimo, con Colella si è creato un buon feeling. Gioco con continuità, anche quando non sono partito titolare, uno spezzone di gara l’ho fatto. Ma so che posso e devo dare molto di più. Sono sincero, alla possibilità di trasferirmi in bianconero, ho detto subito sì: nonostante i problemi degli ultimi anni, Siena è Siena”.

A Pistoia hai incontrato due ex bianconeri: Ricci e Bertotto…

“Con Nelso mi sono trovato benissimo, lo stimo per tutto quello che ha fatto nel mondo del calcio. Il mister l’ho conosciuto in nazionale, abbiamo stretto un bel legame. Sì, mi faceva giocare da attaccante, ma a me piace fare la mezzala”.

Chi è Francesco fuori dal campo?

“Amo stare a casa, odio le discoteche. Convivo con Samanta, da quattro anni, nel tempo libero sto con lei. E'di Foligno, quando mi sono traferito a Bolzano mi ha seguito: non volevamo una relazione a distanza”.

Dove vuoi arrivare?

“In serie A. Quado uno inizia a giocare l’obiettivo è quello. Con la maglia della Robur sarebbe il massimo”.  (Angela Gorellini)

Fonte: Il Fedelissimo