Esclusiva Il Fedelissimo – Maurizio Sani: giocare con la Robur è una grande soddisfazione

Alle pendici del monte Amiata il calcio è sempre stato autoreferenziale. Pianese, Neania e Amiata si sfidavano per lo più tra di loro, in partite che servivano da svago negli anni duri del fascismo. Nel dopoguerra arrivarono i campionati Uisp e più tardi le affiliazioni alla Figc e le comparse estive delle grandi squadre, dal Cagliari di Gigi Riva al Napoli di Maradona. Poi un cittadino di Piancastagnaio, che ha fatto fortuna vendendo cucine in tutto il mondo, decide che è il momento di dare una svolta. Maurizio Sani, prima sponsor e poi presidente, conquista la promozione in Serie D (2010) e, nove anni dopo, il professionismo. Succede così che un piccolo paese, il più a sud della provincia, stasera affronterà il capoluogo, Siena, nel primo derby senese in terza serie della storia. 

Presidente Maurizio Sani, come sta andando questa esperienza in Serie C?

Per essere il primo anno direi che c’è da essere soddisfatti. L’ultimo turno abbiamo affrontato il Monza che, mi dicono, ha stanziato 16 milioni. Noi siamo un’altra dimensione, espressione di un paese di 4.000 abitanti. 

Si è abituato al calcio professionistico?

A livello di calcio giocato sicuramente, è un bello spettacolo. Per quanto riguarda l’aspetto finanziario non pensavo fosse così oneroso. Due domeniche fa c’erano 177 paganti, abbiamo incassato di più dalla trasferta di Lecco. E giocare a Grosseto ci comporta dei costi aggiuntivi. È davvero impegnativo ma sono comunque contento di questa esperienza. Ci tengo a dire che non ho voluto confondere sport e lavoro. La Pianese è una cosa, Stosa è un’altra. Sono due realtà autonome.

Sta seguendo tutte le partite dal vivo?

La domenica sono libero, quindi non ho mai perso una partita. Tranne a Lecco. E visto che la squadra ha vinto, posso permettermi il lusso di saltare un’altra trasferta per vedere come va!

La squadra si sta ben comportando, dimostrando di reggere il peso della categoria.

Grande merito va al direttore generale Vagaggini e all’allenatore Masi. Da una base di 7 giocatori che hanno vinto la D si è costruito una squadra con tanti giovani. Naturalmente siamo alle prime battute, ma non mi sembra male. Non meritavamo di perdere alcune partite, ricordo un rigore inesistente con la Juventus Under 23 ma non ce l’ho con l’arbitro.

L’impressione, vedendo anche la qualità media del girone, è che la salvezza non sia utopia. 

Siamo stati all’altezza di tutte le squadre che abbiano affrontato, quindi penso di sì, che ci si possa fare. 

Presidente, che emozione è partecipare al primo derby senese in terza serie?

È una grande soddisfazione. Siena, insieme a Novara, nel Girone A è l’unica provincia che può vantare due squadre (in Serie C ci sono anche Carpi e Modena, Fano e Pesaro, Arzignano e Vicenza, Monopoli e Bari, Cavese e Paganese, Picerno e Potenza, ndr). 

Un giudizio sulla Robur?

All’ultima Briglia d’Oro ho avuto l’onore di conoscere Anna Durio. Conosco invece poco i giocatori. So però che è una squadra importante, l’unica che ha battuto il Monza, anche se in casa ha avuto più difficoltà. Ce la possiamo giocare, staremo a vedere. Sarà una bella partita.

Robur che, in passato, poteva essere il suo club.

Quando il Siena era in D mi chiamarono chiedendo di fare il presidente. Chissà, poteva essere un’occasione. Ma va bene così, mi godo la mia Pianese, una realtà più piccola e a me più vicina. Piancastagnaio è il paese dove sono nato, ci sono legato affettivamente. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Il Fedelissimo