Esclusiva Il Fedelissimo – Bunino: “La Juventus è il sogno ma adesso voglio segnare per la Robur”

A Livorno e nell’Under 19 Cristian Bunino lo chiamavano addirittura Ciro, ed effettivamente la somiglianza con Immobile è davvero tanta. Le movenze, il fisico statuario, il colore dei capelli, la provenienza dalle giovanili della Juventus. E poi la Robur: nei sei mesi in bianconero Immobile non lasciò il segno e a gennaio passò al Grosseto, Bunino invece ha sfruttato al massimo le sue occasioni: gol e rigore procurato sia col Piacenza che con l’Alessandria. Per lui questo può essere l’anno della consacrazione, nella speranza di una chiamata definitiva del club che in passato ci ha messo tre volte per convincersi delle sue qualità. 

Cristian, come mai la Juventus ti ha scaricato per ben due volte?

La prima volta ero piccolino, giocavo nel Vigone e non ero ancora pronto. La seconda volta ci ho passato sei mesi e ho avuto un problema fisico. Sono allora tornato a Vercelli, dove mi sono trovato bene in una città bellissima. Lì ho fatto tre anni fino alla Primavera.

Alla Pro esordisci in B a 16 anni e firmi un quinquennale, nel gennaio 2014 ti acquista nuovamente la Juve e poi vai a Livorno, dove realizzi 14 presenze e una rete in B.

A Livorno è stato un peccato perché c’era una squadra per fare un grande campionato. Dopo quindici giornate iniziò a girarci tutto male ed è finita così. Ho anche giocato, ma poi mi è toccato saltare il finale per pubalgia.

C’è stata la possibilità di rimanere a Livorno in Lega Pro?

La possibilità c’è stata ma in estate ero totalmente preso dalla pubalgia e sono rimasto in un centro a Torino a curarmi.

Il 6 agosto le prime indiscrezioni ti danno vicino al Siena, ma la firma arriva solo il 24 agosto.

Non c’è stato nessun problema. Avevo varie richieste, molte in C e alcune in B e stavo valutando. Arrivavo da un infortunio non da poco. Parlando con la società mi sono convinto che fosse il progetto migliore, per me Siena è una piazza davvero importante.

La Robur l’avevi già affrontata ai tempi delle giovanili della Pro Vercelli.

Sì, è vero. Negli Allievi Nazionali avevo segnato e avevamo vinto noi. Entrai anche nella partita della Primavera, ogni tanto mi capitava di giocare nella categoria sopra.

In rosa con te c’era anche Riccardo Secondo, finora mai utilizzato da Colella. Che giocatore è?

Ci ho giocato insieme due anni, è un bravissimo ragazzo, ci esco molto insieme. Come giocatore mi piace molto. Gioca davanti la difesa, è dinamico, con fisicità, bravo nel cambio di gioco.

Finora hai segnato due gol in 179 minuti (uno ogni 90), più un assist per Mendicino con il Racing e due rigori procurati.

Sono contento di quello che sto facendo, quando sono arrivato non ero in forma ma ora è un mesetto che sto bene fisicamente. Spero di segnare gol importanti, visto che finora non sono serviti a portare punti.

Nel post gara di Alessandria Mendicino ti ha fatto i complimenti e si è scusato per il calcio di rigore perché meritavi di batterlo tu.

Appena conquistato volevo batterlo io, però per lui era importante per sbloccarsi psicologicamente, abbiamo parlato ed è stato giusto così. Lo ringrazio per i complimenti che mi ha fatto.

E’ stata la prima partita senza Marotta dal 1’ ma ve la siete cavata bene in avanti.

Marotta per noi è fondamentale, ho tanto da imparare da lui. Abbiamo giocato un ottimo primo tempo, peccato per il risultato. Nella ripresa, dopo dieci minuti, dall’attacco non riuscivo a vedere la difesa. Eravamo ai limiti dell’impossibile. La gara era forse più da annullare che da continuare.

In molti ti paragonano a Immobile, che hai incrociato nelle giovanili. Ti ci rivedi?

E’ una somiglianza già fatta in passato. A Livorno e in Nazionale mi chiamavano Ciro. Mi fa piacere esser paragonato a lui perché è un signor giocatore. In campo ci assomigliamo nelle movenze e nell’attaccare la profondità, mi rivedo in lui. Il mio idolo in assoluto invece è Ronaldo, il brasiliano.

Quali sono gli obiettivi dell’anno di Bunino?

Far bene con la squadra è la cosa più importante. Poi segnare più gol possibile perché quello è il mio compito. Voglio fare belle prestazioni per crescere e migliorarmi. Tornare alla Juventus sarebbe un sogno, vedremo col tempo cosa capiterà.

Qualche giorno fa eri alla cena dei Boys. Come ti stai trovando a Siena?

E’ una città bellissima, si sta bene come ambiente, come clima, come persone. Allo stadio i tifosi sono molto calorosi e si fanno sentire. La cena è stata molto carina, in toni scherzosi. Ci ha fatto davvero piacere. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Il Fedelissimo