ESCLUSIVA FOL – Viola: “A febbraio sono stato vicino a tornare. Grammatica ottimo professionista”

È stato uno dei punti fermi della prima ripartenza di sei anni fa quando, appena uscito dal settore giovanile del Milan, gli furono affidati i galloni da titolare della porta della Robur. Per Jacopo Viola quella di Siena è stata la prima tappa della sua carriera da calciatore, in un’annata che da esordiente gli ha regalato il massimo delle soddisfazioni a livello personale e di squadra. E non è un mistero che l’estremo difensore sia rimasto fortemente legato alla piazza bianconera: “Sono tornato anche recentemente per andare a trovare i miei vecchi professori del liceo. Di quella stagione mi sento quotidianamente con Varricchio. Ultimamente ho sentito Mileto, e anche Crocetti lo sento molto spesso. Con lui stiamo lavorando ad un progetto su dei camp con dei bambini e ci diamo una mano a vicenda”.

Come hai vissuto il secondo fallimento del Siena quest’estate?
“Mi è dispiaciuto tantissimo. Non riesco a capacitarmi di come una piazza come Siena sia tormentata da fallimenti e inadempienze societarie. Spero questa sia la volta buona come successo a Reggio Emilia, dove hanno fatto un passo indietro per farne due avanti in un biennio. Sono molto fiducioso perché conosco direttamente Grammatica, un ottimo professionista. Inoltre ho sentito parlare della proprietà da Vimercati, portiere che gioca nella loro squadra armena, che mi ha detto essere molto solida a livello economico. Spero sia davvero la volta buona per il Siena”.

Pochi mesi fa, in seguito al grave infortunio occorso a Ferrari, sembrava si potesse finalmente concretizzare un tuo ritorno.
“È vero, c’era stato un abboccamento. La società stava cercando un altro portiere. Eravamo in lizza io e Saloni, ma alla fine è stato scelto lui. Va bene così, sono decisioni sulle quali non posso mettere becco”.

Anche in precedenza c’era stata la possibilità di vestire nuovamente il bianconero?
“Quasi tutti gli anni praticamente. Il Siena ogni stagione ha cambiato portiere, ed io essendo molto affezionato a Siena ho provato a sondare attraverso il mio procuratore per capire se ci fosse la possibilità di tornare, però per un motivo o per un altro non se ne è fatto niente”.

Oltre a Guidone, adesso a Siena ci sono due tuoi ex compagni: Crocchianti e Narduzzo.
“Sono due persone squisite oltre che degli ottimi giocatori, posso solo parlarne bene. Sono ragazzi che hanno sempre lavorato duro, a Reggio sono partiti dalle retrovie per poi diventare protagonisti durante la stagione attraverso il lavoro. Gli riconosco una grande professionalità e sono sicuro che siano un valore aggiunto, a maggior ragione in D dove possono fare la differenza”.

Con Narduzzo c’è un rapporto di amicizia che va anche fuori dal campo.
“Sì, Davide lo conoscevo già dai tempi del Milan. Si è sempre dato da fare, è un ragazzo che ha sempre lavorato per ottenere quello che ha avuto, non è mai stato privilegiato, si è guadagnato ogni minuto del campo con il lavoro in allenamento. Mi fa male vederlo in Serie D ma non fraintendetemi, sono contento sia a Siena. Merita tanto, è un portiere forte e un professionista esemplare”.

Dai tempi di Reggio conoscevi anche Grammatica.
“Grammatica mi ha fatto firmare il mio primo contratto da professionista, è stato il primo a scommettere su di me. Alla Reggiana poi le cose non sono andate per come mi aspettavo io, e forse nemmeno come si aspettavano loro. Ha saputo costruire qualcosa di importante nonostante i cambi di società e dimostrato la sua professionalità”.

Hai avuto modo di parlarci questa estate?
“L’ho sentito di mia spontanea volontà. Credo che con Narduzzo abbia fatto un’ottima scelta, io non ho assolutamente niente da recriminarmi”.

Rispetto all’intervista che ci avevi rilasciato un anno fa, il tuo seguito su instagram è quasi triplicato. Attraverso questa piattaforma si è presentata qualche occasione?
“Io uso i social con la speranza di essere rilanciato e di trasmettere un messaggio positivo alle persone; è anche un po’ il mio modo di essere, cioè crederci fino alla fine. E sono contento del fatto che effettivamente ci sono stati dei riscontri: ho provato nella Serie A norvegese e slovena, poi sono anche stato in Georgia per un mese e mezzo prima del lockdown. Non se ne è fatto nulla solo per motivi burocratici. Alla fine stavo per andare a Miami, mi sarei dovuto trasferire a Marzo. Io sono molto aperto, la comunicazione la curo in inglese. È una risorsa che voglio sfruttare per condividere la mia passione e trovare una soluzione professionale alla mia carriera; l’obiettivo è sempre farsi notare per un provino piuttosto che per rilanciarsi. La cosa sta andando abbastanza bene, ho raggiunto svariati milioni di persone. Spero che qualcosa si concretizzi a breve”.

La tua priorità resta comunque quella di trovare una sistemazione in Italia?
“Senza peli sulla lingua ti dico che l’Italia mi ha deluso dal punto di vista professionale. Io ho sempre lavorato, senza mai alzare la voce, e fatto le cose seguendo i principi che ci hanno trasmesso al settore giovanile. Tra Siena e Siracusa ho vinto due campionati in due stagioni e non avevo ancora compiuto vent’anni. E adesso sono dieci volte più forte di allora. Purtroppo, una volta che esci dal giro degli under diventa tutto molto complicato e questa cosa mi ha un po’ deluso. Non mi aspetto niente, ma qualunque possibilità si presenti, che sia Serie C, D o estero, io la valuto col sorriso. Ovviamente in relazione alla mia ambizione. Quella c’è sempre perché credo in quello che faccio”.

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol