Esclusiva Fol – Sare: “Cresco con gli aiuti di Agnello. Contento del mio campionato, ma sbaglio troppi gol”

“La voglia di tornare a giocare è tanta, ci mancava troppo riassaporare il clima pre-partita”. Non vede l’ora di scendere in campo Aziz Sare, il centrocampista italiano di origini burkinabè, di proprietà della Spal, alla sua prima stagione nel calcio dei grandi. “Non penso che il lungo stop mi abbia svantaggiato, l’unica cosa che manca è il ritmo partita, ma abbiamo cercato di non perderlo con allenamenti intensi”, racconta Sare in esclusiva al Fedelissimo Online.

15 presenze di cui 10 da titolare, nell’undici iniziale in 4 delle ultime 5 gare. Sei soddisfatto per ora della tua stagione in bianconero?

Sì, considerando che è la mia prima esperienza coi grandi. Cerco di imparare il più possibile da giocatori esperti come De Falco, Schiavon e D’Iglio. Chi mi sta vicino in particolare, consigliandomi, è Agnello.

Hai giocato ovunque a centrocampo, persino da esterno nel caos di Sinalunga.

Preferisco la mezz’ala, ma in passato ho giocato anche nella mediana a due. L’esterno non è decisamente il mio ruolo. A Sinalunga gli allenatori volevano giocare con tre centrocampisti over e mi hanno adattato quarto a destra, anche se non capivo bene cosa fare. Mi chiedevano di stare stretto, di non andare. Nonostante la difficoltà ho provato a dare lo stesso il massimo.

Tanta presenza in mezzo e buon tempismo negli inserimenti: c’è da migliorare però al tiro.

Sì, me lo dicono sia il mister che Guidone. È una cosa da migliorare molto, con i gol sbagliati potrei essere secondo o terzo capocannoniere!

Domenica c’è Cannara e la mente va all’andata, il più bel momento del Siena quest’anno.

Mi ricordo che il mister ci disse che durante l’anno ci sono partite che danno un segnale al campionato, e che quella era una di quelle. Siamo stati bravi nelle seconde palle, nella corsa, nel sacrificio degli attaccanti. E anche la gara di domenica vale molto.

Quando hai lasciato il Paese natale, il Burkina Faso?

Avevo 8 mesi. Mio padre, che era già in Italia, nel 2002 fece il biglietto per me, mia mamma e mia sorella maggiore. Mia sorella minore invece nacque l’anno dopo. Ma in Burkina Faso ci vado spesso, perché mio padre ama molto le origini e ci tiene che comunque sappiamo da dove veniamo. L’Africa non è un continente ricco, però non è come la fanno vedere o come appare. Ci sono zone povere e ricche, un po’ come in Brasile con la città e le favelas.

Ti piacerebbe esordire nella Nazionale del Burkina Faso?

Sì, è uno dei miei obiettivi. A Ferrara potevo andare nell’Under 21 ma ho avuto problemi con i documenti.

In Italia dove hai iniziato a giocare a calcio?

Nel Predappio, dove sono cresciuto. Poi sono passato al Forlì e poi 4 anni alla Spal.

E infine il Siena, la scorsa estate.

Dovevo andare in prestito in C, questa era l’intenzione della Spal. C’erano un paio di squadre interessate. Poi Grammatica, che ho conosciuto a Ferrara, mi ha detto che era meglio una grande piazza che punta a vincere in D che una realtà dove punti a salvarti in C. Non ho fretta di bruciare le tappe, andare in C ora o tra 1-2 anni non fa differenza.

Rimarresti un altro anno a Siena?

Mi trovo molto bene, c’è un bel gruppo e un grande mister, dipenderà anche dalla Spal che ha il mio cartellino. Il mio pensiero è fare bene questo finale di stagione, poi si vedrà.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol