Esclusiva Fol – Pizzarelli: “Siena all’80%, può crescere ancora. La preparazione fisica è un lavoro di equipe”

Era già stato al servizio di un campione del mondo, Eduardo Pizzarelli. “Ho lavorato con Gattuso al Pisa, mi occupavo della prima squadra in campo ma anche di recupero infortuni, analisi dati e gps”, racconta al Fedelissimo Online il preparatore atletico del Siena, arrivato a inizio stagione dal biennio alla Pistoiese. Destinazione inversa invece per Marco Coralli, che ha lasciato il bianconero per l’arancione. “È stata una cosa casuale – spiega Pizzarelli, un trascorso anche nei dilettanti alla Colligiana e al Real Forte dei Marmi Querceta – con Marco ci siamo sentiti, avevamo avuto modo di conoscerci affrontandosi da avversari”.

Eduardo, quanto è stato complicato programmare la preparazione a inizio stagione?

Abbiamo avuto due-tre settimane effettive di cui una settimana tipo che ci portava al primo impegno ufficiale e non tutta la rosa al completo ha iniziato dal primo giorno di ritiro. Abbiamo svoluto un lavoro minuzioso, centellinato al massimo, cercando di limitare le problematiche. Dovevamo dedicarci a trovare una condizione ma allo stesso tempo c’era da fare i conti con l’impegno ufficiale imminente.

I continui stop a causa del Covid, che hanno colpito un po’ tutte le squadre, hanno, in un certo senso, livellato il campionato?

Avrebbero potuto livellarlo al 100% se avessimo fatto un mese continuo con tutta la rosa a disposizione. Quando ci siamo fermati, abbiamo cercato di recuperare quello che non era stato fatto prima. Il problema però è che mancavano certezze sul calendario delle partite. Lavoravamo con la settimana tipo fino al sabato, per poi scoprire di non giocare la domenica. Ci sono stati poi 7-10 giorni in cui poter lavorare con costanza ma subito dopo è emerso il caso positivo che ci ha costretto a lavorare da remoto.

Se penso al secondo tempo con la Flaminia, a Cannara, al finale col Gavorrano, la squadra nel complesso si è trovata in buona forma.

Siamo soddisfatti del livello raggiunto, i segnali incoraggianti arrivano anche dai dispositivi gps applicati alla canottiera, che utilizziamo anche in partita. Vengono presi numerosi dati fisici, dai km percorsi alle accelerazioni e alle decelerazioni, fino alle percentuali di cambi di direzione.

A che percentuale di condizione era arrivata la squadra prima della pausa natalizia?

Nella partita singola siamo arrivati a un buon livello, direi l’80%. Ma ancora dobbiamo lavorare tanto. Abbiamo bisogno di dare continuità al lavoro, che è quello che ci è mancato. Possiamo crescere a livello esponenziale. Sarebbe l’ideale non conoscere altre interruzioni.

Visti il ritardo di preparazione e i continui “stop and go”, il numero degli infortuni è da considerarsi normale?

De Angelis e Krusnauskas si sono fatti male con due scontri fortuiti da trauma diretto, uno in partita a Flaminia e uno in allenamento. Sono situazioni di gioco che uno sport da contatto non potrà mai eliminare. Per il resto va detto che abbiamo un gruppo squadra con diversi elementi che per un motivo o per un altro in qualche stagione non hanno mai giocato. Questo può aver facilitato qualche infortunio. Se si vanno a contare, non mi sembra che ci sia una media così alta rispetto ad altre squadre, dalla Serie A alla Serie D.

Come avete ripreso ieri la programmazione?

Abbiamo ripreso con un’attività di media intensità, che comprendeva blocchi di lavoro aerobico e blocchi di lavoro con palla.

Come viene gestita la preparazione fisica?

Non può mai essere soltanto il preparatore atletico ad occuparsi del tutto. È un lavoro di equipe: ho un collaboratore, Nicola Ricca, e poi intervengono il mister, il suo secondo e in alcune situazioni anche il preparatore dei portieri. Un lavoro di staff a tutto tondo.

A Siena conoscevi già qualcuno?

Terigi. Con Leonardo a Pistoia abbiamo fatto un ottimo lavoro. Eravamo riusciti a non farlo fermare mai, non aveva avuto nessun problema muscolare. Poi il Covid lo ha tenuto fermo da marzo, e ha inciso tantissimo. In più è arrivato a ridosso dell’inizio del campionato e ci siamo fermati diverse volte. Ma sta già molto meglio, è in fase di recupero.

Come ti trovi in città?

Benissimo, sono molto contento. Il Siena è una squadra che ho sempre ammirato, è un onore poter lavorare in una città con una storia e un blasone incredibili.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol