Esclusiva Fol – Perinetti: “Puntiamo alla B, ma non so in quanto tempo. Lo stadio? Speriamo di avere più fortuna di Commisso”

“Perché sono tornato a Siena? È semplice. Ho lavorato qui cinque anni ricevendo manifestazioni di affetto e consenso e mi sembrava doveroso ripagare in qualche modo questo affetto dedicandomi alla squadra che era al punto più basso della sua storia”. Così Giorgio Perinetti, direttore sportivo della Robur, sul suo ritorno in bianconero, dove ha conquistato quattro salvezze in A e una promozione dalla B. B che è la categoria a cui punta la società, spiega il dirigente sportivo romano al Fedelissimo Online.

Direttore, se non fosse già stato a Siena, avrebbe comunque accettato questa offerta?

Anche a Venezia decisi di scendere in Serie D. Il progetto è una parola spesso abusata, ma credo nelle persone che mi prospettano intenzioni serie di crescita.

Il suo predecessore ha sottolineato nel suo anno in carica mancanza di chiarezza e autonomia, Gilardino ha fatto riferimento ai meeting che doveva fare con i tecnici della holding. Lei che situazione ha trovato e che garanzie ha chiesto?

Cosa è successo in passato non mi interessa. Se ti chiamano è perché pensano che tu possa migliorare la situazione. Se i presupposti rimangono tali penso che si possa lavorare bene. La piena autonomia è relativa, bisogna sempre rendere conto di chi investe. Ho parlato con il presidente, ho conosciuto altri rappresentanti della proprietà. Con loro c’è stato un colloquio franco, ho spiegato come intendevo lavorare. Quando vengono a vederci i proprietari c’è sempre un minimo di confronto. Collaborazioni con le altre squadre di calcio della holding? Non abbiamo nessun rapporto al momento. La squadra è stata fatta in 20 giorni, c’è stato troppo tempo per pensare ad altro.

Cosa le ha chiesto la proprietà armena?

Mi ha chiesto di fare il meglio possibile, di risollevare la squadra. Si parlava di D, hanno fatto il possibile per ottenere la C e ci hanno sempre creduto, io ero scettico più di loro. Il ripescaggio ci ha dato un’opportunità importante, quella di guadagnare un anno di tempo. Però siamo ripartiti da cinque giocatori confermati, mentre Pescara, Reggiana, Modena e Entella hanno una base ben diversa. Tutte le retrocesse sono finite nello stesso girone, sarà dura. Al di là dell’euforia generale, dobbiamo essere pragmatici. Partiamo un gradino indietro.

Però con acquisti come Paloschi e Terzi è difficile restare nell’ombra.

Non vogliamo restare nell’ombra. Paloschi, Terzi, ma anche Lanni, Varela e altri, sono determinanti per aiutare il gruppo a crescere. E comunque guadagnano meno di importanti giocatori di categoria.

Lei con la Robur ha firmato un contratto di quanti anni?

Triennale.

La società vuole la Serie B?

Assolutamente sì. Però le tempistiche dipendono da tanti fattori. Non è che si può programmare il salto di categoria. A Venezia abbiamo vinto subito per due anni di fila. Qua vogliamo arrivare in B, ma in quanto tempo non lo so dire. Basta pensare a quanti anni ci sono voluti alla Cremonese, al Benevento, al Lecce. Noi non mettiamo limiti a nulla.

Nel processo di crescita rientra anche il tema del rifacimento dello stadio?

È un progetto ambizioso che la società ha in mente e che deve avere uno sviluppo. Abbiamo raschiato il barile, ora con calma stiamo ripartendo. Ci sono vincoli burocratici assurdi che l’Italia continua a mantenere. L’entusiasmo di Commisso a Firenze in poco tempo è finito. Speriamo di avere più fortuna.

Come ha trovato cambiata la città, rispetto a quando lavorava per l’Ac Siena?

A livello calcistico c’è un po’ di ripresa e di entusiasmo, rivedere il pubblico negli stadi favorisce. La città è ferita, prima per le vicende del Monte dei Paschi che era il motore trainante e poi per la pandemia, che è riuscita a fermare il Palio. Però voglio pensare al ritorno dei turisti quest’estate come un lento rifiorire. Spero che insieme alla voglia di riscatto calcistico ci sia anche la voglia della città di tornai ai fasti di un tempo.

Non abbiamo parlato di questo inizio di campionato. Il Siena è l’unica squadra nel professionismo a non aver ancora preso gol.

Ma credo sia abbastanza casuale. Il merito è di Lanni, dei difensori, dell’atteggiamento della squadra, ma la statistica dipende anche dai risultati di tutte le altre squadre e lascia il tempo che trova. Siamo una squadra nuova, non abbiamo un vissuto. Quest’inizio buono ci dà la possibilità di costruire con positività, recuperare giocatori, inserirli in gruppo.

L’obiettivo della Robur è entrare tra le prime cinque?

Assolutamente sì. Vogliamo essere guastatori delle profezie d’estate.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol