Esclusiva FOL – Mirko Romagnoli:” Da piccolo tifavo la Robur”.

Undici minuti a Roma, poi l’esordio da titolare in Coppa e la palma di migliore in campo. Infine, il debutto all’Artemio Franchi, con la maglia della squadra che tifava da bambino. Mirko Romagnoli, 18 anni, quest’anno si è iscritto alla scuola serale pur di giocarsela con i compagni. È di Rosia, è uno dei pochi giovani rientrati dopo la scomparsa della gloriosa A.C. Siena, è un modello per i ragazzi del vivaio che potrebbero seguire le sue orme. Di strada ne ha ancora tanta da fare, ma il primo sogno, intanto, si è già avverato.

Mirko, dopo l’esordio dal primo in Coppa, è arrivato quello in campionato, per di più in casa.
Giocando tre partite in una settimana il mister ci ha dovuto gestire. Sapevo di giocare già prima della partita. Ero stato provato a sinistra nella rifinitura il giorno precedente.

Te l’eri immaginato così il debutto davanti ai tifosi?
Risultato a parte, debuttare in casa nel proprio stadio e con i propri tifosi è una bella emozione. Lo aspettavo da tempo, dopo sei anni di giovanili era quasi un sogno debuttare dal primo minuto.

I tifosi ti seguono con tanto affetto, anche perché ricordano le reti di Giannetti, il rigore di Biagiotti che è valso un campionato e sanno quanto sia difficile essere profeta in patria.
Per me è un’emozione e un orgoglio indossare la maglia della mia città. Cerco sempre di onorarla nel miglior modo possibile. Poi la Robur è sempre stata la squadra per cui tifavo da bambino.

Parlaci del tuo inizio calcistico.
Ho cominciato a 5-6 anni nella Policras, a 12 passai al Siena, dove sono rimasto cinque stagioni, partendo dai Giovanissimi fino agli Allievi.
Dopo il fallimento scelsi Empoli, ma dopo otto mesi sono andato a Perugia perché non mi trovavo bene per via del minutaggio. L’anno scorso sono tornato a Siena, nella Berretti, e adesso eccomi qua.

Nella Berretti di Signorini ci hai giocato anche quest’anno. Che impressione ti ha fatto?
La Berretti è una squadra molto organizzata. Sa giocare a calcio, palla a terra. Quando sono sceso mi è piaciuto molto l’atteggiamento. Poi Signorini è bravo e sa trasmettere i valori giusti.

Crisci e Taddei hanno ricevuto le loro prime convocazioni, ma sono in tanti che sognano di seguire il tuo percorso.
Beh, io ho ancora tanta strada da fare. Auguro a tutti di seguire il mio percorso. Credo sia il sogno di tutti passare dalle giovanili alla prima squadra.

Qual è l’allenatore che ti ha aiutato di più a crescere?
Tutti hanno contribuito ad allargare il mio bagaglio. Devo molto a Simone Gasperini, ero centrocampista centrale e lui mi ha arretrato in difesa perché mi vedeva meglio. Con Recchi ho imparare molto, ma anche con Pelati.

Frequenti la scuola serale al Bandini. Come vanno gli studi?
Stavo facendo poco fa il compito di Economia Aziendale. Per ora bene dai, ho una media tra il 6 e il 7.

La mattina ti alleni e il pomeriggio vai a scuola. E lo studio quando?
(Ride, ndr). La scuola la inizio alle 17, quindi dalle 15 ho un arco di tempo che dedico allo studio. Sono giornate impegnative, non ho molto tempo libero e anche il lunedì, quando di solito non ci alleniamo, io ho comunque scuola.

Sei stato di recente alla festa dei Boys ai Fedelissimi, dove erano presenti tutti gli Under 21 della rosa. Chi ti ha impressionato di più?
Mi ha sorpreso Bordi, perché è giovane e ha grandi qualità. Ha già fatto un campionato importante nella Primavera del Milan, come anche Grillo nel Palermo.

Quanto è importante una figura come Marius Stankevicius per te?
Tutti i più esperti mi danno consigli, ma in particolar modo lui, che vedo come un fratello maggiore. I suoi suggerimenti sono validi, lo devo ringraziare. Sa molte cose sia a livello calcistico che umano.

Il tuo ruolo naturale è il difensore centrale nella linea a quattro, ma hai mai fatto il terzo nel 3-5-2?
No, è il primo anno. In realtà in Berretti l’anno scorso ci abbiamo provato, ma è durata poco, abbiamo cambiato subito. Ho provato a fare il terzino negli Allievi Nazionali, con Falsini, ma stavo molto indietro e spingevo davvero poco.

Qual è il tuo difensore di riferimento?
L’ho già detto in una precedente intervista e lo confermo, Burdisso.

Mi aspettavo un ‘Cannavaro’, un ‘Nesta’, un 'Sergio Ramos’.
Beh, allora preferisco Thiago Silva, è il più forte al mondo. O Puyol, anche se si è ritirato. Ma Burdisso è un obiettivo realisticamente più raggiungibile.

L’obiettivo di Romagnoli per quest’anno?
Adesso cerco di ritagliarmi un po' di spazio in squadra. Il mister mi sta dando un’opportunità e lo devo ringraziare. Il sogno è la A, ma per ora la vedo con il binocolo! Se poi facessi un percorso assieme al Siena, allora sì che sarebbe il massimo. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Il Fedelissimo