Esclusiva Fol – Mignani: “Che emozione il primo gol, lo dedico a mio nonno. Ecco il perché dell’esultanza”

“È stata una bellissima emozione, un mix di gioia, adrenalina e felicità. Lo aspettavo da quando ero bambino, speriamo sia uno di una lunga serie”. Guglielmo Mignani racconta così, in esclusiva al Fedelissimo Online, il suo primo gol in bianconero. “Ci siamo scambiati con Guidone, io sono andato al centro e lui si è defilato per attaccare la profondità. Me l’ha messa in modo perfetto, ho anticipato il difensore ed è entrata”. Mignani a quel punto è scattato verso la fotocamera e ha mimato una “M” con le dita. “Un’esultanza prefissata con i miei tre migliori amici. M sta per Mostri, un nomignolo che usiamo per chiamarci tra di noi. Se lo riuserò? Penso di sì, ha portato fortuna”.

Guglielmo, dopo la partita quanti messaggi hai ricevuto?

Tantissimi complimenti da parte di addetti ai lavori, amici, parenti. E ovviamente mio padre, ci siamo sentiti dopo le rispettive partite, anche lui ha vinto col Modena. Il gol lo dedico in particolare a mio nonno Danilo, che mi ha sempre seguito ovunque e anche domenica era a Cannara.

Gara tosta, quella di Cannara. Sei finito nella “morsa” dei loro centrali.

Sapevamo che ci aspettava una battaglia, la categoria è questa. Ho cercato di cedere il meno possibile alle provocazioni di Bei e Moracci. Ho pensato solo a giocare, a correre, a dare un mio contributo.

Gilardino ti sta proponendo esterno, ma il gol lo hai fatto da attaccante puro. Quale ruolo senti più tuo?

Nasco prima punta, mi piace attaccare la profondità e il primo palo e fare gol, la cosa più bella del calcio. Però adesso sono felice di giocare in questa posizione, non mi piace la parola “adattarsi” perché il ruolo lo sento mio. Il mister mi vede lì, mi dà tanti consigli, sono contento così.

Quando inizia a giocare a pallone, Guglielmo Mignani?

A a 4 anni, nel San Miniato. Ci sono rimasto fino a quando il Siena è salito in C con Antonio Ponte. A quel punto sono entrato nel vivaio bianconero, prima con Ruggero Radice e poi tre anni con Voria. L’ultimo anno, nell’Under 17, ho segnato 26 gol in 20 partite e sono stato chiamato dalla Fiorentina. Ho passato lì una stagione, tra Under 18 e Primavera. Ero in prestito con diritto di riscatto, ma abbiamo deciso di non continuare.

Qual è l’allenatore che più ti ha formato?

Voria. Non lo nego, ci sono state diverse discussioni tra di noi, perchè siamo due persone schiette che si dicono le cose in faccia. Sono stati tre anni di tanto amore e poco odio, in cui mi ha fatto crescere tanto, soprattutto caratterialmente.

Ti sarà capitato di ascoltare alcuni racconti di Voria e di tuo padre, dei tempi in cui giocavano nel Siena.

Avrò sentito milioni di aneddoti delle loro partite e delle loro imprese, come la vittoria in 10 col Pisa e quella in 9 contro la Sampdoria. Mio padre mi ricorda spesso la notte di Genova, il 3-1 che ha portato alla Serie A. E anche il suo gol al Bologna in A è un episodio che racconta di frequente.

Babbo Michele difensore, tu centravanti e tuo fratello Carlo centrocampista. Manca solo un portiere in famiglia.

Vero (ride, ndr). Carlo può fare tutti i ruoli del centrocampo, da mediano basso a mezz’ala fino al trequartista. Ci prendiamo in giro perché, se unissimo le mie qualità caratteriali e la sua tecnica, saremmo un giocatore completo.

Senti la pesantezza del giocare nella squadra della tua città?

Un pochino la sento, soprattutto prima della gara col Montespaccato, dopo aver saputo di giocare titolare. Ero molto teso e preoccupato. Tutti i miei amici mi guardano, le persone giustamente mi giudicano. Ma cerco di trasformar questa pressione in adrenalina in campo.

Hai detto che il tuo sogno era di giocare e segnare in bianconero. Adesso qual è il nuovo obiettivo?

Affrontare l’allenamento di domani e quello di dopodomani sempre al massimo, senza mollare un centimetro, e vincere il campionato. E poi esordire nel professionismo. Ma un passo per volta. I miei genitori mi hanno insegnato che l’umiltà è la prima cosa che ci deve essere.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fedelissimo Online