Esclusiva Fol – Mecca: “Tanti volontari dietro al settore giovanile. Senza una foresteria è impensabile prendere ragazzi da fuori”

Arrivato a Siena come responsabile dell’area scouting dopo la parentesi a La Spezia, Giuseppe Mecca ha sempre lavorato in sordina, sotto traccia, portando avanti un programma per far capire alle altre realtà sportive che a due anni dal fallimento la Robur è ripartita.

L’annata delle giovanili non è andata così male. Tutti parlano della performance degli Allievi di Argilli.

Sì, hanno fatto ottime cose e i successi ovviamente contano, però io credo che la vittoria per un settore giovanile non sono i risultati, ma formare giocatori pronti per la prima squadra.

Romagnoli è stato di recente convocato da mister Carboni.

E’ un buon giocatore. Hanno fatto bene anche Rustici e De Magistris, che tuttavia non è stato impiegato nel suo ruolo naturale (centrale di difesa, ndr).

Nel corso dell’anno vi siete dati da fare con diversi raduni.

Oltre a quello dell’Acquacalca, abbiamo effettuato dei raduni ad Avezzano e Frosinone tra novembre e dicembre più due in Campania, l’ultimo lunedì a Salerno. Questo per dire che per il Siena si lavora anche fuori. Abbiamo una rete di osservatori importante. E’ bene che la piazza lo sappia. Non ci sono solo Mecca, Argilli, Pelati o Radice. Ci sono altri che lavorano per niente, facendo praticamente volontariato.

Per esempio?

Per esempio Beppe Borrello. E’ lui che in Campania ha preparato tutto. Ha lavorato quindici anni nel Sorrento dove ha scoperto Ciro Immobile e altri giovani, come Tammaro e Proto ora al Genoa. Mi piace dare merito a lui, che conta almeno quanto il responsabile del settore giovanile.

Immagino che al momento non ci sono altre iniziative in programma.

E’ tutto in stand-by. Questo dei raduni è un lavoro iniziato mesi fa e portato a termine per rispetto di questa persona.

A cosa sono serviti questi ritiri?

A portare il nome della Robur in giro, a dimostrare che la società è ripartita. E poi sono serviti ad avere conoscenza dei ragazzi in circolazione, che potrebbero essere presi nel giro di pochi anni. E’ la società però che deve capire cosa vuole. Senza un convitto non può prenderli. Due ragazzi sono andati alla Samp, su altri quattro ci sono già Napoli, Frosinone e Spezia. Potevano essere del Siena, ormai non li prendi più. All’inizio dell’anno D’Alessandro era intenzionato a creare una foresteria. Ora sono cambiate le dinamiche. Quest’anno non ci ha portato grossi risultati perché non era chiara la situazione.

Com’era il rapporto con D’Alessandro?

Buono. C’era un ottimo feeling e una condivisione di idee per far crescere la società.

In futuro cosa farà Giuseppe Mecca?

Ho già espresso alla nuova proprietà il mio progetto. Sono disposto a rimanere anche se c’è da capire il ruolo e tante dinamiche.

Hai già parlato con la famiglia Durio?

Ho parlato con Alessandra Amato, ma mi disse che non valutava il discorso tecnico. Io ho detto che se c’era qualcosa da dirmi, di dirmelo il prima possibile. Ora si sta ad aspettare.

La situazione di stallo rischia di compromettere per l’ennesima volta la programmazione futura.

Mi dispiace, Siena merita un settore giovanile di livello. Non dico al pari di Fiorentina e Empoli ma quasi.

Giuseppe Ingrosso

Fonte: Fol