Esclusiva FOL: Intervista a Bruno Valentini sul progetto presentato da Siena Insieme

Disponibile, come sempre, a rispondere alle nostre domande abbiamo incontrato il Sindaco di Siena, Bruno Valentini e con lui abbiamo affrontato l’argomento Robur, partendo dal progetto presentato da Siena Insieme per la riqualificazione dell’area del Rastrello per finire sull’aspetto puramente sportivo.

Il progetto di riqualificazione dell’area del Rastrello è stato presentata da qualche giorno. Lei ha sempre dichiarato che si riserverà il ruolo di arbitro, ascoltando i pareri di tutte le parti in causa , ma che la decisione finale spetterà al Consiglio Comunale. Immaginiamo però che un sindaco attento e presente come lei avrà comunque una sua opinione, ce la può illustrare?

-Il progetto presentato non è coerente con l’attuale normativa urbanistica comunale, approvata tre anni fa e che scadrà fra altri due, nella primavera 2016. Basti pensare che la scelta di allora, tuttora valida formalmente anche se fortemente messa in discussione, fu quella di costruire e trasferire lo stadio comunale (insieme ad altri impianti, come la piscina comunale ed il Palazzetto dello sport) ad Isola d’Arbia in un’area preordinata ad esproprio. Le recenti norme sugli impianti sportivi, contenute in alcuni paragrafi della Legge di Stabilità, hanno tuttavia introdotto la possibilità di una sorta di “scorciatoia” normativa che è preclusa in generale al resto dei cittadini o delle aziende, per consentire investimenti che la crisi finanziaria della pubblica amministrazione non potrà garantire autonomamente per un lungo periodo. La procedura consente ai privati, come dire, di “sostituirsi” al ruolo di programmazione di norma riservato alle autorità pubbliche dando loro il diritto di proporre progetti che potranno essere esaminati approfonditamente solo se preventivamente se ne valuta il pubblico interesse, da parte del Comune di competenza territoriale. Questa prima valutazione deve essere oggettiva, considerando gli interessi di tutti i soggetti coinvolti, per aprire poi una seconda fase, che è quella decisiva perché il progetto presentato a Siena è in buona misura incongruente con le norme esistenti (per semplicità il “parco urbano” del Rastrello) e quindi dopo il primo passaggio necessita una vera e propria variante urbanistica relativa all’impatto urbanistico ed ambientale che ne stabilisca la fattibilità. Gli addetti ai lavori (non il cittadino od il tifoso in buona fede) che sottovalutano od eludono questi passaggi fanno un cattivo servizio alla comprensione del problema ed in fondo anche dei tempi inevitabilmente necessari. Pertanto il mio ruolo è quello di garantire imparzialità a questo delicato e complesso processo di analisi e di partecipazione. Non bisogna nemmeno dimenticare che l’urbanistica è materia del Consiglio Comunale, di cui io sono uno dei 33 membri e quindi spetta a me condurre in porto il percorso senza prevaricare nessun consigliere, né di maggioranza né di minoranza.

Dalle nostre colonne abbiamo più volte scritto che la “conditio sine qua non”, è rappresentata dalla necessaria copertura finanziaria per il completamento dell’opera cosa ci dice in proposito? Il Comune da lei rappresentato si è già mosso in questa direzione? Quali garanzie ha ricevuto?

Credo che le priorità siano la convenienza economica dell’operazione per la città ed il territorio, insieme alle considerazioni sull’impatto urbanistico. La copertura finanziaria (come e chi paga) è ovviamente necessaria, così come l’equilibrio economico (come si generano le risorse per rimborsare i finanziamenti e per pagare i costi di gestione), che però non è esplicitato, come invece sarebbe stato auspicabile. Dalle carte presentate finora si deduce la disponibilità di un advisor a strutturare e cercare i finanziamenti e di un’impresa a partecipare all’appalto. Inoltre si ipotizza un ricorso massiccio al Credito Sportivo, che dovrebbe investire gran parte delle risorse attualmente disponibili a livello nazionale in questa specifica operazione. Infine si fa cenno al ritorno economico della vendita anticipata di spazio commerciali e parcheggi, ritenendo evidentemente che il mercato disponibile nei prossimi anni sia orientato ad accogliere favorevolmente questa offerta. Non c’è invece traccia di una compartecipazione diretta all’investimento da parte del soggetto realizzatore, mentre in questa fase il sistema bancario difficilmente prescinde da un apporto di capitale proprio, perché si ritiene troppo rischioso fare leva solo sul capitale di debito. In parole povere, sarebbe come se una famiglia chiedesse un mutuo per acquistare un appartamento per il 100% del costo, senza compartecipare. Il Comune richiederà garanzie incontrovertibili al momento dell’eventuale via libera all’operazione perché sarebbe inaccettabile rischiare di far partire un’operazione così grande nel cuore della città senza la ragionevole certezza che venga completata.

Il progetto è molto ambizioso e potrebbe risolvere molti problemi legati all’area d’intervento, cosa ne pensa in proposito?

Il progetto è per certi versi suggestivo, poiché comprende molte idee interessanti, come nuove zone pedonali o spazi ricreativi e di aggregazione. Tuttavia la viabilità della zona è sottodimensionata rispetto alle implicazioni del progetto presentato, se fosse realizzato per intero. Anche i proponenti l’intervento sembrano consapevoli di tale criticità, tant’è che propongono, come soluzione alternativa alle attuali vie di accesso, la creazione di una galleria che direttamente da Via di Pescaia giunga nell’area dello Stadio, passando al di sotto della Fortezza. 

Da quanto ci è stato illustrato, il nuovo stadio è solo una parte del progetto, e se venissero confermate le coperture finanziarie l’occasione sarebbe unica vista la portata dell’intera riqualificazione. In un momento così difficile per la città, non crede che potrebbe rappresentare un’occasione da prendere al volo?

Questo è un punto decisivo perché in effetti il nuovo stadio, confortevole ed idoneo per godersi lo spettacolo sportivo (sempre che i 12mila posti siano sufficienti per la serie A) ed anche quello artistico, moderno ed energicamente efficiente, è una parte minoritaria del progetto. Ciò non corrisponde esattamente allo spirito della nuova legge perché diventa preponderante la parte che dovrebbe essere residua (commerciale, parcheggi, ecc.) ed invece di ottimizzare il pieno utilizzo dei volumi del nuovo stadio, dando destinazioni idonee agli spazi interni alle gradinate evitando consumo di suolo, si prevedono volumetrie aggiuntive di notevoli dimensioni, fino a sei piani. Personalmente non ho mai ritenuto un’eccessiva espansione commerciale come un volano di sviluppo autonomo, che invece ritengo dipendere essenzialmente da altri settori dell’economia. Per essere chiari, soprattutto in questo momento di crisi, penso che solo aumentando i redditi si possono risollevare i consumi, a meno di non rivolgersi massicciamente ai turisti, soprattutto stranieri.

Se il progetto venisse bocciato come pensa di risolvere i problemi che attanagliano l’area del Rastrello? È lecito pensare in un intervento diretto dell’Amministrazione Comunale in un prossimo futuro?

Mi pare che i problemi maggiori riguardino l’area intorno alla Fortezza ed una piena fruizione della Fortezza stessa. Nell’area del Rastrello, il Comune ha speso circa 10 milioni di euro negli ultimi dieci anni, in grandi parte per l’adeguamento dello Stadio agli standard richiesti. Le condizioni del bilancio comunale e della finanza pubblica in generale non permettono comunque  investimenti diretti, anche perché è vietato assumere mutui e gli oneri di urbanizzazione che si incassano sono modesti, quasi tutti da destinare alla manutenzione del patrimonio e delle infrastrutture.

Leggendo le dichiarazioni dei suoi predecessori e quelle di altri consiglieri comunali del passato, il progetto presentato da Siena Insieme sembra essere stato concepito unendo quasi tutte le loro idee e tenendo presenti i problemi della zona in oggetto, cos’è cambiato per far sorgere tutti i dubbi che abbiamo letto in questi giorni? È vero che parliamo di altri amministratori, ma se da anni si rilevano certi disagi, non crede che la sua amministrazione dovrebbe partire da li e cercare finalmente una soluzione?

Al di là delle tante dichiarazioni che si sovrappongono, c’è una sola scelta chiaramente effettuata ed è quella della Giunta Cenni e del Consiglio Comunale che l’ha approvata col regolamento urbanistico vigente. Cioè lo spostamento dello stadio all’Isola d’Arbia e la trasformazione della conca del Rastrello in un parco urbano. La Giunta Ceccuzzi bloccò il progetto del trasferimento dello Stadio, prendendo anche atto delle risultanze fortemente negative dello studio del consulente Reag, che ne bocciò la fattibilità economica.

Ci consenta una domanda “cattiva”, che in realtà tale non è: Quando ha visto il progetto di Siena Insieme, ha pensato di essere davanti ad un’opportunità o ad un problema?

Ad un’opportunità.

Nicola Natili – fonte: Fedelissimo Online