Esclusiva Fol – Il bilancio del mercato bianconero con Davide Vaira

Davide Vaira, direttore dell’area tecnica della Robur, ha fatto il punto della situazione a mercato chiuso in esclusiva sul Fedelissimo Online.

Direttore, un commento al calciomercato del Siena?

Il bilancio è più che positivo. Abbiamo centrato tutti gli obiettivi messi in preventivo. Siamo riusciti a farli nei tempi giusti, senza affannarci. L'operazione più importante, dell’attaccante, l’abbiamo fatta addirittura prima di riprendere a giocare. I fatti parlano chiaro perché Santini è già stato decisivo a Piacenza. Per il resto sono ugualmente soddisfatto. Fare uscite a secco è difficile, tutti cercano lo scambio. Abbiamo fatto poche operazioni, mirate, perché siamo già forti. Il Livorno è una corazzata, a detta di tutti, ma se vincevamo domenica eravamo a quatto punti.

Come è andata l’operazione Santini?

Era in cima alla nostra lista, una rosa di 3-4 giocatori. All’inizio sembrava non si spostasse e avevamo virato su altri nomi. Poi un giorno l’agente, col quale abbiamo un buon rapporto, ci ha fatto capire che ad Ascoli avevano cambiato strategia. Ci siamo fiondati subito su di lui. C’erano altre squadre importanti, di altri gironi e quasi tutte di vertice, ma abbiamo agito subito, forti della convinzione del ragazzo, che avevamo conosciuto l’anno scorso di persona.

Avete provato ad ottenere una modalità diversa dal prestito secco?

Sì ma non è stato possibile. L’Ascoli crede molto nel giocatore, ha pagato il cartellino al Pontedera e gli ha fatto firmare tre anni di contratto. Anche con un diritto di riscatto poi sarebbe cambiato poco, alla fine pesa molto la volontà dei giocatori. Ne parleremo a fine anno, Santini ha già manifestato interesse ma ora è prematuro parlarne.

Cleur, secondo acquisto, è arrivato visto il perdurante problema a Brumat. Quando lo rivedremo in campo?

Brumat dovrebbe essere vicino al rientro, ma avrà bisogno di un paio di settimane per ritrovare la forma. Non potevamo rimanere scoperti col solo Rondanini, del quale siamo comunque molto contenti. Il mister ci ha fatto presente questa esigenza. Seguivamo Cleur dall’anno scorso, con l’Entella abbiamo buoni rapporti ed è stata una trattativa lampo.

Poi c’è Solini, al posto di Terigi. Si assomigliano pure.

In effetti sì. Terigi è un po’ più alto e fine, Solini è più piazzato, però si assomigliano anche nei lineamenti. Terigi sarebbe uscito una volta individuata l’alternativa. Abbiamo parlato col Chievo, c’era di mezzo il Modena e la deroga, bisognava capire se Solini poteva essere tesserato. Ricevuto l’ok, abbiamo dato il via libera a Terigi.

Come mai il prestito di un anno e mezzo?

Non vedo dove sia il problema. Col Chievo abbiamo ottimi rapporti, il prestito si può trasformare in qualcos’altro. Solini è un ’93, ha fatto il titolare all’Arezzo che è arrivato quarto.

Tre ingressi su quattro sono difensori, c’è pure Dossena.

Dossena è molto forte, è un potenziale titolare. L’Atalanta crede molto in lui. E’ un ’98 che quest’anno ha fatto il titolare per tre partite (più un gol) in B. Lo abbiamo visto tante volte con il Perugia, non pensavamo lo facesse uscire.

Nel gennaio 2017 fu preso “in prospettiva” Campagnacci, adesso tutte le operazioni sembrano finalizzate all’immediato.

L’anno scorso era un’altra situazione di classifica. Ora stiamo facendo un campionato diverso. Ce la possiamo giocare, abbiamo pensato all’immediato. Poi uno sguardo al futuro lo diamo sempre, l’operazione Solini rientra in quest’ottica. E per quanto riguarda i contratti in scadenza parliamo spesso con gli agenti.

Nelle ultime ore di mercato avete pensato a qualcosa? Vi è stato proposto qualche giocatore?

Avevamo la lista Over piena, ci hanno proposto qualche giovane che non avrebbe migliorato la rosa. Inutile fare tanto per fare. Il nostro mercato è finito il 30 gennaio, quando abbiamo chiuso con Dossena.

Il tetto degli Over (massimo 14) vi ha limitato?

No, direi di no. C’era il punto interrogativo su Cruciani, ma siamo contenti che sia rimasto. Certo, non è soddisfatto del minutaggio, ma non ha mai forzato la mano, si trova bene e non ha mai detto: “voglio andar via”. Anche dentro lo spogliatoio si fa ben volere, ha esperienza, ha fatto i playoff in piazze importanti. Fosse uscito lui, con un posto libero, avremmo ragionato se cercare un centrocampista o un attaccante, ma il problema non si è posto e ne siamo felici. Domenica col Gavorrano era il primo ad incitare dalla panchina e nello spogliatoio.

Delle uscite la più difficile è stata senza dubbio quella di Campagnacci.

Non era facile, ma non per il valore del giocatore, ma perché si erano presentate quadre non di grandissimo livello. E’ stato bravo l’agente nel facilitare l’operazione, il merito è di tutte e tre le componenti.

Qual è la formula?

Diritto di riscatto, l’ingaggio è a spese loro. Siamo d’accordo col Trapani di sederci in estate per delle valutazioni.

Santini ha preso il posto di Campagnacci, ma se ne è andato anche Lescano. Vero che ha giocato pochissimo, ma avete mai pensato di sostituirlo?

Ci abbiamo pensato, però siamo arrivati ad una valutazione precisa. Santini, anche se non di grande struttura, è un toro, forte fisicamente. Emmausso lo vediamo pronto, cresciuto, più maturo a livello mentale e di fisicità. Neglia è importante e diverso dagli altri, Marotta lo conosciamo. Abbiamo ritenuto di avere un reparto completo, andare ad ingolfarlo perché numericamente è uscito Lescano non aveva molto senso. Ci sono stati proposti attaccanti giovani e strutturati e anche qualche Over, ma col discorso della lista bloccata non lo abbiamo preso in considerazione.

Finito il mercato, tutta l’attenzione va ora sul campionato. Si aspetta un mese, febbraio, davvero caldo: Alessandria e Giana fuori, Carrarese e Olbia in casa.

Da qui alla fine sono tutte decisive. Il Siena ha dimostrato fino ad oggi di meritare il secondo posto. Quando siamo arrivati da Milano, abbiamo visto una squadra forte, cresciuta mentalmente, con tutte le carte in regola per giocarcela con chiunque. Sono contento di andare ad Alessandria, che è in formissima e ha chiuso operazioni come Blanchard. Ma in trasferta facciamo molto bene.

Può rientrare l’Alessandria, ma solo se davanti frenano. Per adesso è un campionato a quattro squadre, e il Siena pare un intruso, vedendo le risorse investite dalle altre tre.

Le quattro squadre davanti sono lì meritatamente. Sapevamo di aver costruito una buona squadra, ben oltre le aspettative, ma adesso ventidue partite, di cui una sola sbagliata, sono indicative. La Viterbese ha un presidente ambizioso che spende più di noi. Pisa e Livorno sono partite per vincere. Noi non siamo partiti per vincere, ma ci piace vincere. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol