Esclusiva Fol – Grossi: “Non dimenticherò mai Siena. Rimpianti ne ho, ma va bene così”

Siena nel cuore della Toscana, Siena nel cuore di Paolo Grossi. E’ qui che ‘Paolino’, come lo chiama affettuosamente Beppe Sannino, ha toccato il suo Everest calcistico, è qui che ha gonfiato la rete in uno stadio di serie A. “L’esordio, la prima da titolare, il gol a Parma, sono tutti ricordi indelebili che resteranno sempre dentro di me”.

Paolo, incominciamo dalla fine. Come mai hai accettato la proposta dell'Arezzo e dopo anni sei tornato in terza serie?
Non nego che è stata una scelta pensata e ripensata. Io all’inizio non ero intenzionato a scendere però poi mi sono deciso. Il passato è alle spalle, ora sono felice, ringrazio il direttore e l’allenatore.

Sei partito col botto: due partite, due gol. A Carrara la doppietta decisiva l’hai dedicata “a chi pensava che io ero finito".
Il calcio sta cambiando tanto e soprattutto negli ultimi due anni ho sentito diverse voci, che dicevano che avevo dato tutto, che avevo avuto diversi infortuni… Dopo la doppietta mi sono voluto levare questo sassolino dalla scarpa.

Sabato c'è il Siena, partita sicuramente particolare. Con la Robur hai esordito in A e l’anno prima gli segnasti contro con l’Albinoleffe.
A Siena ho passato solo un anno, ho dei bellissimi ricordi. E’ stata un’annata fantastica, ci siamo salvati con qualche giornata in anticipo arrivando fino in semifinale in Coppa. Personalmente ho avuto un infortunio con ricaduta all’inizio, poi era il primo anno in una categoria nuova. Però sono più che soddisfatto di quello che ho fatto.

Merito del tuo arrivo a Siena va anche a Sannino, che recentemente in un'intervista al Corriere di Siena ha raccontato un aneddoto dei tempi di Varese: "Grossi cominciava a lamentarsi, non ricordo che cosa gli faceva male. Alla fine gli urlai: 'basta, vai fuori dalle p…' e lo mandai via dagli allenamenti. Il pomeriggio lui era a fare i massaggi e noi tutti dentro lo spogliatoio. Inscenammo la trasmissione della De Filippi. Mauro Milanese si mise un cappello da postino e sopra una bici andò da Grossi e gli consegnò una lettera. Gli dissi che non volevo mandarlo via dagli allenamenti… che per me era come un figlio".

Col mister ho un bellissimo rapporto, ci sta che durante l’arco di una carriera si creino rapporti oltre il lavoro. Era nata una discussione a Varese, si e poi creato un divertente siparietto nello spogliatoio per riconciliarsi.

Torniamo al Siena. 17 presenze e 1 gol, a Parma, purtroppo inutile. Ma che sensazioni hai provato?
Sono ricordi che rimarranno indelebili, per sempre. Il gol, l’esordio, la prima da titolare, sono sogni per chiunque.

Due presenze in Coppa, a Palermo in quel pirotecnico 4-4 poi chiuso ai rigori e a Verona, dove hai messo in difficoltà la squadra con quello sgambetto a Acerbi. Va detto però che l'angolo da cui è nato il gol di Destro lo avevi battuto te.
Sì, è vero, mi ricordo bene. Ho staccato il cervello per qualche secondo. La Coppa ha dato l’opportunità a chi giocava meno, e il mister mii stava utilizzando di più. Disputare l’ andata e il ritorno col Napoli sarebbe stato un altro sogno.

L'anno dopo a Verona ci giochi, ma nell'Hellas. C'è Sogliano, che ti scoprì nella Caratese. Per quello hai accettando di scendere in B?
Il calcio è fatto di scelte, anche lì non volevo scendere, ci avevo messo tanto ad arrivare in A. Poi mi ha convinto Sogliano e ho preso altre strade. C’erano voci di interessamenti di squadre come Palermo e Atalanta, ma io sono sempre andato da chi mi voleva fortemente.   

Dopo l’Hellas rimani in B con Pro Vercelli, Brescia, Lanciano, Ternana senza mai giocare contro la Robur. Allora ti chiedo: sabato se segni esulterai?
Se segno esulto, ma non per mancanza di rispetto verso il Siena, ma perchè è giusto esultare per i compagni e per non mancare di rispetto all’Arezzo. Non sapevo il derby fosse così sentito, me lo stanno dicendo e dico che sarà una bella partita.

Chiudiamo con un’altra frase di Sannino: "Peccato solo che Grossi non ha fatto la carriera che meritava". Hai dei rimpianti?
Rimpianti ci sono nella vita, perchè ho fatto scelte che hanno giovato in alcune cose, in altre meno. Qualche rimpianto ce l’ho, ma va bene così. Sono stato fortunato e sono contento di quello che ho fatto. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol